Pestaggio fascista a Forlì. Bastonate contro la folla al mercatino di Natale



È degenerata in violenza squadrista la manifestazione di Forza Nuova organizzata al mercatino di Natale di Cesena.
I camerata di Roberto Fiore avevano organizzato un presidio per raccogliere firme a sostegno di una legge che finanziasse con 650 euro al mese la produzione di figli da parte madri rigorosamente italiane ed eterosessuali. Infastiditi da alcune persone che si erano radunate attorno al loro banchetto, i neofascisti si sono dapprima arrabbiati con la polizia che non cacciava quella gente, poi hanno chiamato a rinforzo altri camerati provenienti da Rimini. Arrivati i rinforzi, i militanti di Forza Nuova hanno iniziato a colpire con dei bastoni diverse persone, ferendo un poliziotto e il segretario della Fiom-Cgil di Forlì.

Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini e Forlì-Cesena, parla di «gravissima azione» ed osserva come «Forza nuova, che del suo clericalismo fondamentalista e dei suoi presunti "valori" ha fatto una bandiera, riesce a violentare persino lo spirito del Natale. Dopo appena quindici minuti dall'avvio dei festeggiamenti irrompe con fumogeni e mazze tanto per far capire a tutti di essere impermeabile a ogni forma di bontà e fratellanza. Questa strategia violenta a parole (e non solo) è il naturale proseguimento dell'azione del funerale inscenato a Cesena contro la prima coppia omosessuale che si univa civilmente. Quelle azioni cariche di disprezzo e antidemocratiche (che qualcuno ha classificato come goliardate) ora dimostrano la loro vera natura violenta. Nei prossimi mesi Forza nuova dovrà risponderne davanti al Tribunale di Forlì in seguito a un esposto di Arcigay Rimini rappresentata dagli avvocati Christian Guidi e Andrea Cappelli».
Senza mezze parole, Tonti denuncia che «troppo tempo abbiamo passato a derubricare queste azioni a goliardate, troppe volte ci siamo sentiti dire "non parliamone per non fargli pubblicità". Questo è il punto cui siamo giunti. Le contromisure di salvaguardia della democrazia e della libertà devono essere immediate, forti e radicali. Invitiamo il sindaco di Forlì a seguire l'esempio di Cesena e delle altre città italiane che hanno vietato i luoghi pubblici ai fascisti».
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