Andrea Zambrano attacca pure clero in difesa dei pregiudizi contro la realtà della scienza



L'integralismo cattolico ama sostenere che Gesù non abbia mai fatto sesso perché il sesso è peccato, ma se lo avesse fatto, sicuramente si sarebbe procurato almeno un paio di mogli gravide come Adinolfi e avrebbe sottomesso la donna così come alla Miriano piace sia fatto. Dicono anche che non c'è alcun dubbio sul fatto che sicuramente sarebbe stato eterosessuale ed omofobo, avrebbe sicuramente votato a destra e sicuramente avrebbe raccontato che Dio odia i gay quasi quanto odia gli stranieri, gli ebrei e più in generale chiunque non sia fatto ad immagine e somiglianza di Riccardo Cascioli.
È infatti citando uno dei suoi siti che Il fumo di Satana riporta un articolo di Andrea Zambrano che viene introdotto con un gergo tipico della loro propaganda. Scrivono:

Lo sdoganamento dell’omosessualità va alla crociata decisiva: abbattere il Catechismo. Dopo aver occupato abusivamente la prassi, è l’ultimo baluardo rimasto, perché definisce le relazioni omoerotiche come “gravi depravazioni”. Il solito Avvenire, un caso lacrimevole e un vertice top secret di operatori lancia l’assalto. Con la complicità di alcuni vescovi.

Il termine «omoerotico» serve ad abbracciare la teoria di Silvana De Mari volta a sostenere che l'unica sessualità sarebbe quella eterosessuale dato che non esisterebbe atto sessuale che non abbia come scopo la procreazione. In altre parole, uno stupro non sarebbe da intendersi come una violenza sessuale se lo stupratore non aveva l'intenzione di mettere incinta la sua vittima.
Negata dunque l'esistenza stessa dell'omosessualità, il gruppo integralista addita quella cosa che sostengono non esista per lanciarsi nel sostenere che si tratterebbe di «una depravazione» che deve essere condannata in nome di un libro scritto dall'uomo come strumento per imporre una sorta di sharia cattolica.
Se parlare di un Dio che odia significa rinnegare il senso stesso del cristianesimo, per questa gente la Bibbia o il Catechismo non sono altro che un mezzo di oppressione per prroclamarsi più belli, meritevoli e degni di diritti civili rispetto ai loro fratelli (ossia quelli che Gesù invitava ad amare come sé stessi am che da parte loro ricevono solo un profondo odio).

Non meno violento è il rantolo di puro odio vomitato da Zambriano, ertosi a detentore ultimo della verità divina contro chiunque osi contrastare la sua ideologia. Se per millenni l'accusa di eresia è stato uno strumento politico con cui eliminare i propri nemici, è in una prassi simile che l'ultra-integralista scrive:

Cambiare il Catechismo. Se la dottrina non coincide con i nuovi desiderata circa l’omosessualità, meglio adottare la soluzione di Alessandro Magno che con un colpo di spada decise di sciogliere a modo suo il nodo di Gordio: tagliandolo in due.
Allo stesso modo per accettare e sdoganare definitivamente la pratica omoerotica è necessario mettere mano ai fondamentali e da lì in giù tutto sarà più facile. Ora che nella prassi si sta diffondendo sempre più un atteggiamento di lassismo e accettazione dell’omosessualità come variante naturale della sessualità umana, resta solo un piccolo grande ostacolo per una piena affermazione dei diritti Lgbt in salsa cristiana: togliere di mezzo il Catechismo della Chiesa Cattolica considerato l’ultimo ostacolo da abbattere.

L'attacco è contro la scienza ufficiale e il suo aver stabilito da decenni che l'omosessualità è una semplice variante naturale dell'orientamento sessuale. Non è nulla di diverso da quanto la scienza disse alla Chiesa che l'epilessia era una malattia e non una possessione demoniaca o quando si scoprì che le donne che manifestavano un libero pensiero non erano streghe da bruciare vive. Tra attacchi ai macinini, stermini di pellerossa e riduzione in schiavitù dei neri, l'omofobia non è che una delle tante forme d'odio che sono state promosse dalla Chiesa Cattolica da personaggi che manifestano una ferma condanna di qualunque diversità non li indichi quale massima espressione del creato.
Ma anche nei contenuti pare che non sia sia logica alcuna. Nel formulare un giudizio morale contro l'omosessualità, l'articolo 2396 del Catechismo della Chiesa Cattolica elenca le "pratiche omosessuali" tra i peccati contrari alla castità insieme ai rapporti sessuali extramatrimoniali (fornicazione) e alla masturbazione. In pratica non sarebbe niente di più grave del toccarsi o dell'avere una seconda moglie come Adinolfi (anche se di certo il leader integralista non si mette ad organizzare dei "family day" per chiedere che alla sua seconda famiglia sia negata pari dignità così come vorrebbe fosse inflitto a chi ha un orientamento sessuale diverso dal suo). Ed anche da un punto di vista temporale va notato che è solamente nell'ottobre del 1986 che la Congregazione per la Dottrina della Fede si inventò il dogma in cui si sostiene che i gay debbano essere costretti a vivere in assoluta castità. E questo probabilmente solo perché i vescovi non sapevano come calare quella realtà all'interno della loro teoria sulla condanna di qualunque atto sessuale non sia finalizzato alla procreazione.
Dunque non è certo "parola di Dio", si sta parlando di semplici teorie create dall'uomo a danno dell'uomo. E poco può servire anche l'ossessiva abitudine dell'integralismo al ricorso di citazioni bibliche decontestualizzate, dato che il loro sostenere un'interpretazione testuale dei testi li dovrebbe costringere anche a sostenere che la famiglia sia anche quella formata da un uomo e la sua schiava o un uomo e una vittima di stupro acquistata dal padre ad un prezzo stabilito dalle stesse Scritture.

È dunque sulla base del nulla che Zambriano tenta di mettere nella bocca di Dio parole mai pronunciate che risultano solo un'espressione dei suoi pregiudizi e della sua convenienza politica. Ed è in un meccanismo che pare somigliare ad una lista di proscrizione che nel suo articolo nomina chiunque osi avere idee diverse dalle sue. Lamentando che qualcuno parli dell'amore di Dio e non del suo fantomatico odio, afferma:

Così la battaglia ora si sposterà sul piano meramente dottrinale, ma il tutto deve essere preparato con il linguaggio affettato e rassicurante come solo certo clericalismo sa fare. E soprattutto mandare avanti dei pionieri che si facciano interpreti e portavoce di questa deriva. Un piccolo gruppo di teologi e presbiteri, alcuni vescovi e persino i cosiddetti operatori pastorali, che conducono una battaglia solitaria e al di fuori di ogni controllo, ma mettendosi ben in vista nelle diocesi, mentre la maggioranza silenziosa sonnecchia.

Raccontando che i gay non possono essere cristiani dato che Dio esige maschi eterosessuali che abbiano manifestato una pruriginosa per femmine a loro sottomesse, l'integralista asserisce:

L’ultima sparata in ordine di tempo è affidata a dei laici, secondo il preciso canovaccio del caso lacrimevole. Se ne incarica Repubblica, raccontando di una coppia di genitori che hanno accettato la figlia lesbica e ora fanno parte dell’equipe approntata dal vescovo di Civitavecchia monsignor Luigi Marrucci che segue proprio i cosiddetti cristiani Lgbt. “Eravamo fermamente convinti che l’omosessualità fosse peccato”, dicono. E invece? “Abbiamo pregato e letto la parabola del Figliol prodigo così abbiamo compreso che il Signore accoglie sempre e non giudica. Martina è nella verità e noi la amiamo com’è”. Di quale verità si sta parlando? Non certo quella evangelica o biblica circa Sodoma e neppure quella del Catechismo che infatti fa capolino verso la fine della storia: “Il problema resta il Catechismo che dice che l’omosessualità è un orientamento intrinsecamente disordinato”. Ecco qua la pietra dello scandalo. È lui l’osservato speciale per sdoganare “finalmente” l’omoeresia in chiave cattolica.

Si passa così ad un nuovo attacco a chi osa dubitare del suo sostenere che sia la Madonna a voler vedere peni che infilzano vagine cristiane ad essi sottomesse, aggiungendo:

In ordine di tempo, a mettere in dubbio la verità sull’omosessualità del Catechismo, ci aveva pensato Avvenire, con un articolo ben piazzato da Luciano Moia: “Ci sono coloro che, riconoscendosi nella tradizione cattolica ribadita nel Catechismo, sostengono la necessità di una vita affettiva condotta nella castità. Ma c’è anche chi, vescovi e teologi compresi, chiede alla Chiesa una riflessione più profonda sul significato della sessualità senza escludere una revisione della teologia morale”. Chi ha ragione in questo approccio da relativismo morale? Sembra di capire i secondi. Ecco qua gettate le basi per iniziare a considerare il Catechismo non più intoccabile, instillando il virus della revisione, come se la verità sull’uomo e sul progetto divino su di lui fosse un fatto meramente sociale e opinabile.

Inutile a dirsi, qualcuno dovrebbe provare a spiegare a Zambrano che solo i deficienti non cambiano mai idea. Eppure lui giura su Dio che se qualcuno ha sostenuto che l'amianto fosse un materiale fantastico, allora non bisogna rimuoverlo anche quando si è scoperto che uccide.
Lanciando accuse contro Pino Piva SJ e Mauro Leonardi, ai quali critica opinioni che osano contrastare la sua opinione qual verità divina ed intoccabile, Zambriano ci spiega che la sua unica e massima proprietà sia quella di assicurarsi che chi non è fatto a sua immagine e somiglianza possa essere denigrato e perseguitato al solo fine di permettergli si potersi compiacere di quanto bravo nell'avere erezioni dinnanzi a una donna. Dice::

Dopo Avvenire ci ha pensato un conciliabolo top secret nel corso del quale sono state gettate le basi, per così dire, del futuro smantellamento degli articoli 2357, 2358 e 2359 del testo magisteriale, il nemico pubblico numero uno, in cui si dice che “la Sacra Scrittura presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni” e “la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”.

Per al serie: dite che l'altro è in errore a non essere come me. E chissà che qualcuno prima o poi non provi a spiegargli che il brando su Sodoma è una condanna alla mancanza di ospitalità e non certo all'omosessualità, soprattutto dato che gli abitanti della città non sono sono fatti problemi a fare del sesso con le figlie che l'eroe biblico ha consegnato loro affinché le stuprassero...
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