Provita finge di non sapore che fu il nazismo ad imporre una selezione nelle nascite



È dalle pagine del sito di "Provita onlus" che la signora Francesca Romana Poleggi si è lanciata in un agghiacciante sciacallaggio di un caso di cronaca. Con frasi a dir poco fastidiose per modalità e toni utilizzati, la fondamentalista ultra-cattolica scrive:

È divenuta virale l’immagine che mostra un padre che butta la figlioletta nel cassonetto, perché era prematura. Tutti si indignano quando i bambini vengono gettati nei cassonetti dei rifiuti.
Le immagini sconvolgenti stanno girando sui social, dopo che il quotidiano spagnolo El País le ha diffuse. La «colpa» della creatura era di essere nata prematura, ad appena otto mesi. Il padre, che vive nella città di Xuanwei, nel sud della Cina, deve aver pensato che i bambini non perfetti si buttano via (soprattutto le bambine, femmine), alla stregua dei rifiuti. Tra l’immondizia, in mezzo agli scarti, a oggetti sporchi e inutili era finita anche la figlioletta e solo l’intervento di un’anziana signora ha salvato la piccina da una sicura morte. I genitori (ma si possono definire tali?) hanno tentato di difendersi dicendo che la bimba era nata con difficoltà, per questo avevano pensato di buttarla via anziché portarla all’ospedale.
I nostri Lettori sanno bene che 70 anni di materialismo comunista, in Cina, ha ridotto il grado di rispetto della dignità umana vicino allo zero assoluto: i soggetti socialmente più deboli (a cominciare dai lavoratori) vanno sopraffatti e sfruttati fino alla morte, se serve. In particolare, negli ultimi 30 anni, l’ideologia materialista e utilitarista rinverdita dalla “apertura al mercato” di Deng Xiao Ping, si è accanita contro i bambini, con la crudele politica del figlio unico che oggi è rimasta tal quale, anche se è relativamente più facile ottenere il permesso di nascita per un secondo figlio.

Se in realtà la signora Francesca Romana Poleggi non pare molto lontana da quell'ideologia quando racconta che i bambini gay devono essere ritenuti scarti immeritevoli di diritti perché non proficui alla produzione di bambini "cattolici" da poter opporre ai popoli a lei sgraditi, la signora Poleggi pare non farsi problemi nel cercare di sfruttare la vita di un bambino con finalità propagandistiche atte a promuovere la su amatissima ultra destra.
Non serve particolare intelligenza per sapere che le persone che hanno buttato i bambini nell'immondizia o nei forni crematori (tra alto in massa) erano i seguici dell’ideologia nazista, ovvero da un'ideologia che troppo spesso sembra venga persino ammirata da coloro che stanno dietro a Provita.
Alla signora Poleggi andrebbe forse ricordato che fu Forza Nuova, ossia il partito in cui è nata la sua associazione, che lo scorso anno realizzò una torta adornata con una svastica e la scritta "Sieg Heil", il motto (letteralmente: "saluto alla vittoria") che risuonava nelle adunate naziste ai tempi del Terzo Reich.  Al "presidio" di piazza Aspromonte, sede a Milano di Forza Nuova, si festeggiava così. I camerati del partito di Roberto Fiore si erano ritrovati per il sessantesimo compleanno di un loro dirigente, Ettore Sanzanni, il segretario provinciale di Forza Nuova a Lodi: uno che la svastica ce l'ha tatuata sul braccio insieme alla scritta "Adolf Hitler" e un'aquila del Terzo Reich.

Eppure è negando la realtà dei fatti che la fondamentalista racconta ai suoi proseliti che

Ma la Cina è lontana… O no?
Quanti bambini si ritrovano nei rifiuti nel nostro opulento e democratico Occidente?
Le “culle per la vita”, moderne ruote degli esposti, fortemente volute dalla tenacia e dalla santità di Giuseppe Garrone e Mario Paolo Rocchi, sono state istituite appositamente.
Ma perché? Perché non si possono buttar via gli esseri umani non graditi? Perché sono neonati e strillano? E prima della nascita, invece, se ne può fare disporre a piacimento perché non strillano? E perché non si possono buttar via, se tutto sommato si possono vendere (v. utero in affitto)?
Una persona è una persona perché strilla? O perché “fa” qualcosa in particolare, o perché “è” qualcuno?
Tutti gli esseri umani sono meravigliosamente diversi, uno dall’altro: cosa hanno tutti in comune tutti? Il DNA umano. Che si acquisisce al momento della fecondazione.
Se usiamo un altro elemento, per distinguere chi è persona da chi non lo è, commettiamo una selezione arbitraria. Oppure ammettiamo che “qualcuno” ha il potere di decidere chi è persona e chi no?
E se possiamo buttar via l’essere umano concepito, non vedo perché non possiamo buttar via quelli più grandi, che sono anche più ingombranti.

Parole indegne che non meritano alcun commento, solo profondo sconcerto. Pare non esista neppure un lontano nesso tra la notizia e le tesi sostenute, soprattutto perché i fatti dimostrano che Provita è in errore quando racconta che basta che i genitori siano eterosessuali perché tutto funzioni bene, così come è in errore quando racconta che basterebbe obbligare le donne a partorire a forza e sicuramente non cercherebbero mai mezzi alternativi assai peggiori per abortire.
Patetico è il tentativo di tirare in ballo i loro ritornelli su bambini che sostengano vengano "venduti", soprattutto in virtù di come il bambino in questione sarebbe sicuramente stato più tutelato in una famiglia omogenitoriale che lo desiderava piuttosto che in una famiglia "tradizionale" che voleva necessariamente un maschio sulla base di quelle teorie sulla genealogia che anche Provita ama promuovere, magari inneggiando pure a quel san Paolo che indicava nella femmina un essere inferiore al maschio. La verità dei fatti, accuratamente taciuta nell'articolo, è che quegli infanticidi fanno parte della "tradizione" del popolo cinese (altro termine caro alla propaganda integralista) in virtù di come la legge emanata nel 1979 per risolvere il problema della sovrappopolazione abbia introdotto un duro regime di controllo delle nascite: in Cina ogni coppia deve avere un solo figlio e, per tal motivo, avere una femmina è considerata quasi una maledizione perché per una famiglia cinese avere una sola femmina significa vedere la propria dinastia estinguersi.
Ma forse la realtà non sarebbe stata utile per promuovere un'ideologia che nel Ventennio terminò milioni di persone sulla base di una selezione ancor più aberrante, basata sull'eugenetica e sulla ricerca di una "razza" che provvedesse all'eliminazione di chi non era ritenuto conforme agli stereotipi.
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