Reggio Emilia, sacerdote fa coming out su Facebook



«È quello di mezzo, così vi rilassate, lo amo profondamente e basta». È con queste parole che un sacerdote di Reggio Emilia ha fatto coming out su Facebook attraverso la pubblicazione della fotografia del suo compagno.
Si tratta di un gesto molto coraggioso, soprattutto all'interno di una Chiesa Cattolica che si limita a sposare di sede i preti pedofili ma non si risparmia nel condannare e punire violentemente l'amore consenziente. Si apprezza una Silvana de Mari che calca gli alari delle basiliche per mimare penetrazioni anali, si concedono gli altari alla propaganda omofoba di Amato, ma non si tollera che la naturale sessualità umana possa avere varianti altrettanto naturali nel loro contrasto con la criminalizzazione del sesso che la Chiesa importò dalla Grecia antica (non fu certo Gesù a sostenere che l'unico fine del sesso fosse la riproduzione, ndr). E dato che mettere in dubbio un dogma della Chiesa potrebbe mettere a rischio la cieca sudditanza dei sempre più esigui fedeli, allora la si difende anche contro la ragione.
Sarà forse sulla base di tali evidenze che Armin Eshaghpoor, classe 1986, aveva chiesto a monsignor Camisasca la sospensione dal ministero.
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