Adinolfi punta alla poltrona: il suo nome al primo posto in un collegio uninominale e in tre collegi plurinominali



In un proclamo datato 3 febbraio 2018, Mario Adinolfi sriveva ai suoi proseliti inneggiando a sé stesso quale "Martire" della promozione dell'odio omofobo, dicendosi disposto a tutto pur di assicurarsi che le sue figlie siano costrette a sottomettersi ad un maschio o che quel maschio sia incoraggiato a scoparsele bareback così come lui esige venga fatto. Ovviamente dice anche che lui colpirà le famiglie gay, strapperà alcuni bambini dai loro genitori e porterà morte e stridore di denti al solo fine di compiacere quell'odio che rappresenta il core business della sua azienda familiare. Scriveva:

Io sono personalmente candidato al Senato uninominale contro Emma Bonino a Roma 1 e al proporzionale guido la liste del Popolo della Famiglia contro Monica Cirinnà. Sapevo che erano le battaglie più complicate, quelle destinate al risultato più difficile e allora me le sono caricate personalmente in groppa. Potevo comodamente sfuggirle, ma la ragione stessa dell'esistenza del Popolo della Famiglia sta nella battaglia contro questi simboli della cultura dei falsi miti di progresso.

Insomma, pare quasi voglia far credere che lui non ambisca ad una poltrona da 20mila euro mensili e che si sia accontentato di candidare la sua (seconda) moglie in un collegio che si trova a 666 chilometri da casa. Ma se si scorrono le liste complete dei suoi candidati nei collegi plurinominali per il Senato, difficile è non osservare come la sua candidatura al collegio uninominale del Lazio-1 non sia che una fra le tante.
Adinolfi ha infatti deciso di puntare su molteplici piazze, piazzandosi al primo posto anche nei collegi plurinominali di Lobardia-02, Lazio-03 e Sardegna -01. Alla faccia di quello che si finge un martire raccontando che si sarebbe preso sul groppone le sfide più difficili...

In fondo i soldi paiono servigli dato che l'integralista racconta tronfio di aver appreso via Facebok che la sua seconda moglie sarebbe rimasta gravida. E tra il suo pregare Dio che si maschio e non un'altra donna a cui imporre sottomessone, ecco che la nascitura viene già abusata come elemento di una campagna elettorale in cui lui si dice convinto che i suoi figli siano un'offesa alle persone a cui lui vorrebbe fosse negato ogni dignità familiare. In altre parole, non solo precisa alla sua seconda moglie che si dovrà arrangiare perché lui sta cercando di fare carriera, ma lo troviamo persino capace di agita le sue figlie dai palchi dei suoi convegni quasi le volesse usare strumento d'offesa per mostrare che lui può averne quante ne vuole perché tanto sono gli altri ad essere vittima della sua inumana ferocia.
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