Giorgia Meloni tenta di raccattare voti cavalcando truffe culturali



C'è davvero da provare disgusto per la brutalità con cui Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, paia capace di promuovere vere e proprie truffe culturali nella speranza di trarne profitto. I casi sono due: o la donna è completamente ignorante e inadatta al ruolo a cui ambisce, o è completamente in malafede e dunque un pericolo per la società. Fatto sta che su Twitter promette che lei istituzionalizzerà l'odio omofobico attraverso un contrasto a quella fantomatica «ideologia gender» teorizzata dagli integralisti cattolici quale pretesto per giustificare le loro violenze sui bambini non conformi alla loro ideologia. Scrive:



A breve giro le ha risposto Monica Cirinnà, osservando: «L'ideologia gender non esiste. La differenza di genere sì. Grave che Giorgia Meloni da ministro dei giovani non abbia fatto nulla per insegnare l'educazione e il rispetto. Difendiamo i nostri figli all'ignoranza».
Traficomico è come l'integralismo organizzato contesti questa semplice verità, citando la propaganda di Gianfranco Amato quasi fosse una verità di fede. Ed è indicando in lui e nell'integralista Adinolfi i mandanti che legittimano la violenza sui bambini in nome dei loro spergiuro su una fantomatica «gaystapo» che «omosessualizzerebbe i bambini» se non si istituiranno discriminazioni di stato ispirate all'ideologia nazista.
E se avessimo un euro per ogni volta che l'integralismo cita le fallimentari teorie di Money quale presunta "prova" delle loro teorie, saremmo già miliardari. Ma in fondo a questo è servita la propaganda del fondamentalismo (anti)cristiano: si cita un fatto decontestualizzato, lo si plagia a proprio uso consumo e si rinnegano gli ultimi quarant'anni di studi scientifici per armare la mano dell'intolleranza organizzata.
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