I sedicenti "cristiani" ucraini ottengono una legge che vieta ai gay di potersi mostrare in pubblico



Una provincia ucraina ha approvato all'unanimità una legge contro la cosiddetta “propaganda gay” teorizzata da Putin. Il testo, stilato dal Movimento Cristiano per la Vita e presentato dal consiglio della cicittà di Ivano-Frankivsk, vieta qualunque rappresentazione pubblica delle relazioni lgbt e impone la creazione di un "ministro per la famiglia" che avrà il compito di «difendere i valori tradizionali della famiglia». Si sancisce inoltre il divieto all'uso delle parole “identità di genere” e “orientamento sessuale” in quanto reputati termini «ideologici e anti-scientifici» dai sedicenti cristiani, così come vigerà un divieto assoluto a qualunque “marcia per uguaglianza”, “marcia per l'orgoglio”, “gay pride” e “festival culturale”.
Manifestazioni che già oggi risultano rischiose dato l'appoggio istituzionale che viene offerto ai gruppi neofascisti che sono soliti aggredire i manifestanti.

Da prassi, il documento si appella anche al governo per sostenere che vi siano priorità maggiori a quelle che riguardano i diritti dei gay, anche se poi loro sono i primi a mettere la promozione dell'omofobia come priorità della loro agenda di aggressione alle minoranze. Nel testo affermano: «Oggi ci sono molte sfide che riguardano le famiglie ucraine: orfani, bambini con disabilità, bambini con bisogni speciali, ragazze madri, famiglie con un solo genitore, l'incapacità di esercitare pienamente i diritti costituzionali, l'istruzione, l'alloggio, la protezione sociale, un tenore di vita dignitoso. Allo stesso tempo, per ragioni sconosciute, lo stato dà priorità l'attenzione solo per il problema, creato artificialmente, della cosiddetta discriminazione contro le persone con orientamento sessuale non convenzionale». Da aui l'appello per leggi che impongano discriminazioni e dustinguo «basati sui tradizionali valori spirituali del Cristianesimo e una visione tradizionale della famiglia intesa come una legittima unione di uomini e donne che partoriscono e allevano figli».
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