Il 36% degli studenti crede che l'HIV sia curabile, l’81% pensa non si possa restare incinte al primo rapporto



In occasione di San Valentino, la Durex annuncia un'iniziativa per sensibilizzare i giovani al sesso sicuro attraverso l'uso del preservativo. Dato che la musica è da sempre tra i principali interessi dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni, è attraverso una collaborazione con il rapper Salmo che l'azienda mira a fare informazione sul preservativo quale principale mezzo di prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili (MST).
La campagna, che parte oggi e continuerà nel corso della primavera, è il frutto di una collaborazione sinergica tra Durex, Oath e Sony Music, e prevede la diffusione di un video musicale attraverso le piattaforme digital che possano raggiungere una target audience tra i 18 e i 44 anni, con uno specifico focus sui giovanissimi.
Inoltre è attraverso una partnership con Skuola.net che oltre 30mila studenti hanno permesso un'indagine sulla loro conoscenza in fatto di sesso e abitudini con il proprio partner. I dati emersi dalla ricerca sono allarmanti e indicano quanto quegli argomenti siano sconosciuti tra i giovani e giovanissimi, motivo per cui tra febbraio e aprile è in alcuni licei di Roma, Milano e Napoli che si sperimenterà un nuovo format di educazione all'affettività e alla sessualità. Il progetto prevede l'abolizione della tradizionale lezione frontale e la proposizione di quiz e domande relative al sesso sicuro e alla prevenzione. E, visto che i canali prediletti da questo target sono sempre più le social community, gli studenti coinvolti nel tour diventeranno protagonisti anche di una serie di content video realizzati per indagare il loro approccio alla contraccezione ed eliminare la barriera d’imbarazzo.

Dalla ricerca condotta da Skuola.net per Durex, effettuata su un campione di oltre 30mila ragazzi tra i 14 e i 25 anni, emerge come il web sia diventato il miglior amico a cui confidare i dubbi legati al sesso: il 67% dei ragazzi infatti, quando vuole trovare una risposta ai propri interrogativi sull'argomento, ammette di cercare informazioni in rete.
Solo il 64% degli intervistati sa che dall’HIV non si guarisca mai in maniera definitiva; l’81% crede che non si possa rimanere incinta al primo rapporto sessuale; e il 52% non sa che è possibile anche 24 ore dopo il ciclo mestruale. Circa uno su quattro, inoltre, è convinto che il coito interrotto sia un metodo contraccettivo efficace per evitare gravidanze indesiderate (e il 14%, pur essendone consci, si assume lo stesso il rischio).
Una discreta quota di contrari al preservativo (27%) afferma di non usarlo perché diminuisce il piacere. E circa uno su dieci di quelli che ci hanno provato almeno una volta sostiene che tirare fuori il preservativo nel ‘momento caldo’ genera imbarazzo o vergogna. Forse perché in molti (48%) non sanno che il preservativo sia l’unico dispositivo che protegge dall’HIV. E circa uno su quattro non è a conoscenza che sia il metodo più efficace per non contrarre malattie sessualmente trasmissibili.
Resiste la barriera all’acquisto: solo il 22% entra in farmacia per chiederli, il 38%, invece, li compra nei distributori automatici.


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