Maurizio Blondet: «L'ebrea francese vuole imporci il rispetto dei sodomiti»



Prosegue indisturbata la propaganda omofoba ed antisemita firmata da Maurizio Blondet. In un articolo intitolato "Le nuove direttive Unesco per corrompere i bambini", l'integralista scrive:

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.
Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttive della “nuova educazione sessuale” , l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

Sostenendo che i genitori dovrebbero avere il "diritto" di insegnare l'odio ai figli e lamentando si voglia garantire protezione a quei minori che avessero avuto la sfortuna di nascere in famiglie incapaci di accettare la loro natura, l'integralista prosegue:

L’Unesco prescrive le conoscenze e gli atteggiamenti da inculcare nei giovani secondo ogni classe di età. Si martella sull’esigenza di informare sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate (contraccezione ovunque, l’aborto “laddove è legale”: ecco lo sviluppo sostenibile) e sui “diritti alla salute riproduttiva”; ma non meno martellante è l’insistenza sulla ‘uguaglianza di genere’ e la promozione dell’ideologia di genere. Con particolare cura per l’insegnamento gender ai bambini tra i cinque e gli otto anni.

In altre parole, si lagna di come si dica ai ragazzi che le donne non sono inferiori ai maschi e si lamenta se le ragazze non resteranno incinte ogni qualvolta verranno sottomesse da maschi intenzionati a praticare sesso bareback secondo le indicazioni impartite da Mario Adinolfi e da Maria Rachele Ruiu.
Non solo. Sostenendo che i gay siano dei «dittatori» dato che rivendicano il loro diritto alla vita nonostante lui sia stato chiaro sul fatto che non voglia possano esistere, dice anche:

In 139 pagine scritte in perfetta neolingua della dittatura LGBT, l’UNESCO sottolinea con forza il “rispetto” per l’orientamento sessuale, il “rifiuto degli stereotipi”, il “diritto” degli scolari di godere dei piaceri della carne, naturalmente condito con gran pedagogia “della responsabilità” da non confondere in alcun modo con la moralità tradizionale. Difatti afferma come cosa fatta che la responsabilità dell’educazione sessuale dei figli va sottratta alla famiglia e ai genitori, e deve essere data allo Stato (che veglia su tutti noi ché non insegniamo ai bambini gli “stereotipi” che mancano di rispetto ai sodomiti). L’educazione alla castità non viene evocata se non per condannarla come malsana, e contraria allo sviluppo sostenibile. Ai bambini viene insegnato a mettere in discussione e persino a rigettare i valori e le convinzioni dei loro genitori sul sesso e sul matrimonio, i bambini devono al più presto “riconoscere” che i loro “valori” possono essere “diversi” dai loro genitori.

Insomma, i giovani non devono poter sapere che dalle malattie sessualmente trasmissibili ci si possa difendere o lui si sentirà danneggiato nel suo sostenere che ai figli vada insegnata la castità e chi sgarra si merita l'hiv. Il tutto, peraltro, ostentando un invito a mancare di rispetto al prossimo pur di imporre la loro presunta "moralità" decisa da da puttanieri, pluridivorziati e pedofili che spesso si nascondono dietro a giudizi morali elargiti contro tutto e tutti per nascondere i loro scheletri nell'armadio.

Con toni pruriginosi e complottisti, l'integralista se ne esce pure con frasi come:

La masturbazione viene raccomandata purché, stranamente, “in privato”: forse per scongiurare che adulti particolarmente sensibili a queste direttive vengano colti in flagrante pedofilia, insegnando in classe come “toccarsi”? Forse si suggeriscono ripetizioni private in casa? Fuori dagli occhi indiscreti?

Non senza trascurare il suo odio per i migranti e lamentandosi di quei vaccini che potrebbero salvare la vita ai bambini, Blondet si lancia nell'asserire:

Secondo il nostro ministero e governo, come noto, la “teoria del gender” non esiste, e non viene insegnata nelle scuole, si tratta di una allucinazione di genitori complottisti, gli stessi che credono che 12 vaccini siano dannosi, e che esistono le scie chimiche. Infatti è vero: ecco l’UNESCO prescrivere che i bambini a 5 anni imparino a “definire il genere e il sesso biologico e descrivere la loro differenza”, e vengono invitati a “riflettere sul proprio sentimento di appartenenza a un genere”. Una nozione di cui ciascuno capisce la necessità per preparare i piccini alla dura realtà della vita che li attende nel mondo globalizzato come disoccupati sostituiti da robot e “immigrati”; infatti la “riflessione” sul proprio “sentimento gender” è il preludio necessario per il corso ulteriore: a 9 anni, si chiederà agli scolari di “saper spiegare come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto a “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”; dai 5 anni va inculcato il rispetto per le famiglie “diverse”; dai 12, i bambini devono essere già edotti sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e non portano affatto infezioni; l’uso del condom sarà insegnato approfonditamente.

Ed ancora:

Le conoscenze dei bambini in materie omosex devono essere sistematicamente valutate e tracciate (forse come preludio all’espulsione dalle scuole, come per i non-vaccinati; forse per identificare i renitenti da sottoporre a “corsi di recupero”). Ma non solo i bambini: anche gli insegnanti dovranno essere sottoposti ad un rigoroso programma di indottrinamento, e se occorre di rieducazione, in modo che apprendano a trasmettere le opinioni e i valori richiesti dall’ONU.

Si passa così ad un paragrafo intitolato "Il nuovo jus sodomiticum” in cui l'integralista afferma:

Del resto il recentemente nominato alto responsabile delle Nazioni Unite, il thailandese Vitit Muntarbhorn, che è un avvocato “dei diritti” e attivista omosessuale, ha apertamente dichiarato che la libertà religiosa è “secondaria” in confronto alla libertà LGBT; le scuole cattoliche o protestanti “devono” indottrinare sui benefici dell’omosessualità, e fin dalle più tenera età: “Quanto prima, tanto meglio”.
E’ la dittatura mondiale dei pederasti, che si attua in un nuovo jus sodomiticum obbligatorio, e contrario al diritto naturale. Non a caso la Cassazione ha tolto la faiglia ad una coppia di Casale Monferrato e l’ha resa adottabile, perché la mamma a 57 è “troppo vecchia” e incapace (si noti la neolingua: “di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici” della bimba, mentre Niki Vendola, che è diventato “mammo” sodomitico per acquisto di bambino altrui, a 58 anni, non è troppo vecchio e non viene perseguito dalla stessa Cassazione, anzi. Un tipico esempio di “diritto diseguale”, favorevole ai viziosi ricchi e potenti e ostile ai poveri normali. Cosa ci vuole per riconoscere il nuovo totalitarismo?

Fa quasi tenerezza osservare quanto Blondet sia disposto a rendersi ridicolo nel decontestualizzare i fatti, arrivando sino a paragonare l'adozione del figlio del partner a chi va in un istituto e chiede di poter adottare un minore. Ma pare che tutto faccia brodo per creare un odio che colpisce ebrei, gay, donne e stranieri in una strenua promozione dall'ultra-destra.
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