Sui social è già odio contro il Perugia Pride: «Fate i froci a casa vostra. Viva la f*ca»



Mario Adinolfi non vuole che la scuola possa educare al rispetto perché teme che le sue figlie non si sentiranno obbligate a doversi sottomettere ad un qualche maschio che se le voglia sverginare a pelle secondo il suo volere di loro padre. Filippo Savarese vuole impedire quelle lezioni perché dice che lui non sarebbe mai andato con una ragazza se gli avessero detto che essere gay non era "sbagliato" come lui giura sia. Toni Brandi non vuole una sana educazione per i bambini dato che ciò non potrebbe portare alla promozione di Forza Nuova.
Nella realtà dei fatti, a mostrare come la scuola sia stata carente con le attuali generazioni sono i commenti di puro odio che alcuni utenti hanno riversato sui social network all'annuncio di un Perugua Pride che attraverserà le strade cittadine.
E per quanto Adinolfi vada di parrocchia in parrocchia a spergiurare nel nome di Dio e della Madonna che l'omofobia non esiterebbe, i fatti raccontano una realtà ben diversa, fatta di violenza benedetta e promossa proprio da lui e dalla sua gente. Sulla pagina di Facebook di Perugia Today, troviamo commenti di gente che non sono dimostra di non aver mai visto un Pride e di crede alle menzogne che l'integralismo racconta loro, ma crede persino che l'insulto e l'odio siano sempre legittimi come sostiene quel "generale" che racconta loro di aver visto la Madonna su un convoglio di Trenitalia.

I risultati sono questi:





Buffo è come dicano che gli etero non parlino mai di sesso, identificando le donne con l'unica parte anatomica che pare interessargli o identificando quale loro leader quel Berlusconi che parlava solo di gnocca e di olgettine o un qualche Adinolfi che pare provare piacere nel raccontare dinnanzi alle sue figlie di come lui le sue mogli se le sia scopate tutte bareback.
E se
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