Giorgia Meloni ostenta il suo appoggio al bus omotransofobico di Arsuaga: «Le istanze di Gandolfini al centro del nostro programma»



Giorgia Meloni sostiene che il suo dirsi "cristiana perseguitata" le imponga il dovere di sostenere che gli altri non abbiano alcun diritto alla vita e che una famiglia omofoba, se eterosessuale, debba poter infliggere violenze e persecuzioni ai propri figli qualora abbiano una natura diversa da quella che loro esigono abbiano. La scuola non deve assolutamente poter fornire protezione a quei giovani, così come è per presunto "rispetto" al profondo odio omofobico di Mario Adinolfi o alla feroce discriminazione auspicata da Maria Rachele Ruiu che deve astenersi dall'insegnare il rispetto ai nostri ragazzi.
Ne deriva l'evidenza che il bambino gay verrà picchiato e reso vittima di bullismo mentre Filippo Saverse assolverà i carnefici dicendo loro che fanno bene a sostenere che chi non è eterosessuale come lui debba essere inteso come una persona "sbagliata" che vive una vita che lui non vuole possa essere vissuta.

Gravissimo è dunque come Giorgia Meloni non solo si si fatta fotografiare in un'aula scolastica con un modellino del "bus dell'odio" pagato dall'integralista spagnolo Ignacio Arsuaga, ma scriva pubblicamente che:

Fratelli d'Italia ha sostenuto con forza la campagna nazionale sulla libertà educativa dei genitori lanciata da Generazione Famiglia e CitizenGo con il "Bus della Libertà". Da Reggio Calabria a Roma, passando per Bologna, Torino e Milano, i nostri amministratori locali sono stati presenti in tutte le tappe. Da mamma sono grata a tutte le associazioni che stanno difendendo il diritto della famiglia ad educare liberamente i propri figli, soprattutto quando si tratta di temi molto delicati, come la sessualità e l'affettività. Ringrazio, tra le tante realtà impegnate, anche il Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Massimo Gandolfini, il Comitato Articolo 26, l'Associazione Non Si Tocca La Famiglia e la Onlus ProVita. Una volta al Governo Fratelli d'Italia sarà garante delle istanze promosse negli ultimi due Family Day, che costituiscono un punto centrale del nostro programma.

Insomma, da mamma ringrazia chi impedirà alla scuola di poter educare sua figlia, anche se il rischio è che la vedrà tornare a casa incinta o dopo aver contratto una qualche malattia sessualmente trasmissibile in virtù di come le statistiche indichino inequivocabilmente come la stragrande maggioranza delle famiglie non educhi i figli a tali tematiche e che ci siano percentuali spaventose di adolescenti che, ad esempio, si dicono convinti che il coito interrotto salvaguardi dall'HIV.
Se la signora Meloni non ha remore nel rendersi complice della morte dei figli altrui, grave è anche come venda l'anima degli italiani alle pretese incostituzionali e liberticide di una manifestazione vergognosa e discriminatoria come il raduno di Gandolfini.
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