Il partito della Meloni: «I gay in tv sono gender». I suoi elettori: «serve una cura per farli diventare normali»



Per quanto patetico possa apparire patetico, sembra proprio che Fratelli d’Italia voglia copiare la propaganda omofoba di Mario Adinolfi. In un articolo apparso sull'organo di stampa ufficiale del partito, è tal Giulia Melodia a parlare di «gender» e ad affermare:

In gergo tersicoreo rigorosamente declinato in inglese al politically correct si chiamano “Same sex dance”: che tradotto in pratica si legge come l’ennesimo atto di genuflessione al gender e alle sue possibilità multicolor – per l’esattezza dovremmo dire “arcobaleno” – di applicazione pratica, in tv come tra i banchi di scuola. E così, anche nella balera televisiva della tredicesima edizione di Ballando con le stelle, il fortunato dance show condotto da Milly Carlucci, che torna da sabato 10 marzo in prima serata su Raiuno, ci si prepara al debutto del concorrente gay in gara in coppia con un maestro di danza uomo. Con buona pace dei proseliti del rito sempre più carbonaro dell'alternanza dei sessi almeno in un passo a due, e in omaggio al lavoro, meticoloso e costante, dei soliti persuasori occulti, instancabilmente al lavoro, indefessi sostenitori della necessità di non perdere un attimo, di non sprecare un'occasione, per sottolineare come in fondo la cultura egemone al momento, dopo aver stravolto favole e mitologia classica e aver declinato al Verbo Lgbt archetipi artistici, prototipi mediatici e dottrina sociale, non poteva esimersi dall'intervento su un un format di successo al cui interno stravolgere schemi e ruoli per battere l'ultimo colpo di finto-anticonformismo e di buonismo equo e solidale.

Se frasi simili si commentano da sé e ci mostrano un partito che vive di puro odio e che stupra i principi civili in una ridicolizzazione ideologica della realtà a fini discriminatori, il giornale di Giorgia Meloni passa alla mistificazione, giurando che i suoi lettori si debbano sentire minacciati se non si impone con la forza l'obbligo di firmare coppie basate sull'apprezzamento della loro leader per i peni maschili eretti:

All'uomo che porta e alla dama che accompagna: roba per disonauri che ancora credono nella diversità tra i sessi come valore in un mondo in cui, per tornare alle parole della padrona di casa, la same sex dance è assurta a ruolo di «vera disciplina». Tanto che, (ma a questo punto, perché mai dovrebbe stupire?), la confermatissima presidente di giuria, Carolyn Smith, non vedendo nella nessun problema di disparità rispetto agli altri concorrenti, ha a sua volta ribadito: «Io ho già giudicato gare di same sex dance e la insegno anche. Quindi sarò in grado di giudicare se è ben fatta». D'altronde, ha aggiunto Milly Carlucci, «nel mondo succedono cose e in questo programma portiamo l'eco del mondo che ci circonda».

Immancabile è un patetico collegamento all'odio razziale promosso dal partito, coltivato con demoniaca violenza attraverso decontestaluzzazioni vergognose:

Un'edizione voluta «tra ballo e realtà»
E allora, via con una sfilata di protagonisti pefetti a rispondere alle necessità di un forma ”tra ballo e realtà”: così, dalla violenza sulle donne ai migranti, questa edizione di Ballando sembra non aver voluto tralasciare nulla. E allora, tra i concorrenti che hanno storie importanti alle spalle e baglagli ingombranti da portare sul palco, specchio dell'attualità che viviamo, ritroviamo Gessica Notaro, l'ex modella sfregiata con l'acido dall'ex compagno (che ballerà con Stefano Oradei), o l'influencer Giaro Giarratana, figlio di un emigrato siciliano in Olanda; poi c'è il modello indiano-brasiliano Akash. E sullo sfondo, tanta, tanta normalità vip: così, accanto a Eleonora Giorgi (in coppia con Samuel Peron), ritroviamo Amedeo Minghi (con Samantha Togni), Stefania Rocca (con Marcello Nuzio), il vice di “Montalbano” Cesare Bocci (con Alessandra Tripoli), la perpetua di “Don Matteo” Natalie Guetta (con Simone Di Pasquale), l'attore americano Don Diamont, protagonista della soap-opera Beautiful nel ruolo di Bill Spencer Jr. (in coppia con una star internazionale della danza come Hanna Karttunnen), la modella e influencer di origine moldave e rumene Cristina Ich (con Luca Favilla), il big wave surfer Francisco Porcella (con Anastasia Kuzmina) e l'attore e modello Massimiliano Morra (con Sara Di Vaira). Basterà la loro “normalità” a farli competere ad armi pari con gay, immigrati e cultori del diverso rimarcato a tutti costi?

La vergogna prosegue anche tra i commenti. Esibendo la violenza a cui il gruppo di estrema li ha indottrinati, troviamo personaggi che scrivono: «Non lamentatevi che mia moglie non si perde una puntata della trasmissione in cui appare quel tizio/a indefinibile, ma soprattutto insopportabile. Mi tocca andare nel mio ufficio per non sentire gli sproloqui».
C'è chi giustifica l'odio giurando che le persone disprezzate da Giorgia Meloni sarebbero peggiori: «Ci penseranno i loro “amici”saraceni quando saranno al potere nel nostro smidollato, ormai perduto mondo occidentale a fare piazza pulita. I perfidi trogloditi muslim, nei loro paesi, questi lgbt/ gender li fanno volare dai tetti dei palazzi. E alle femministe che sbraitano nei cortei con i negri burka, schiavitù e bastonate, poi acido in faccia, gole tagliate e viaggio nei trolley con il cadavere a mo’ di puzzle. Questo è il futuro che “sorridera” ai mentecatti e alle mentecatte pro invasione al soldo di soros e company o rimbecilliti dai sermoni fuori dalla realta’ del traditore vaticano. E che purtroppo dovra’ sorbirsi anche chi non voleva tutto questo. Falsa democrazia di m…»
Una tal Graziella Iaccarino aggiunge: «Bisogna sopportare perchè sono nati così ! oppure si dovrebbe trovare una cura per farli diventare normali, se fosse possibile».
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