L'integralismo: «Ritirate i vostri figli da scuola o il gender lì ucciderà»



«Posso dirvi che sono esterrefatta? Scopro solo oggi che una famigliola di Carpi, dopo aver ritirato il figlio da una scuola perché vi si insegnava, a loro dire, la cosiddetta "teoria gender", ha scoperto con orrore che nella nuova scuola si faceva leggere ai bambini Ascolta il mio cuore, e ha chiesto che il libro fosse ritirato dalla biblioteca e mai più letto». È quanto scrive su Facebook la scrittrice di libri per bambini Bianca Pitzorno.

A lanciare l'offensiva è la solita organizzazione di promozione omofoba Famiglia domani, scagliatasi con inaudita violenza contro il libro dell'autrice attraverso le pagine del loro auto-proclamato "Osservatorio gender".
Con la solita violenza verbale che contraddistingue la loro propaganda, il gruppo di fondamentalisti parla di una povera famigliola eterosessuale che sarebbe stata «costretta a cambiare scuola al figlio per i libretti gender». E con i toni del classico vittimismo di chi sbraita che si sentono vittime dinnanzi a chi contrasta il loro odio, affermano:

Non ha pace una piccola famiglia di Carpi, che ha la sola “colpa” di vivere in un mondo completamente rovesciato, scoperchiato dalla mancanza di veri valori, sostituiti dal più assurdo relativismo che avanza sempre più nascondendosi sotto i velami del perbenismo sociale, tirannico e ipocrita per sua natura.
La famiglia a cui si accenna è stata recentemente vittima di un subdolo attacco da parte dell’istruzione scolastica, e ora spiego velocemente il perché.
Marito e moglie avevano già dovuto in passato cambiare scuola al proprio figlioletto, un bambino di 10 anni, per diversi problemi verificatosi all’interno del vecchio comprensorio. Con la speranza di trovare un ambiente migliore hanno deciso di iscriverlo alla Scuola Primaria “Carlo Collodi” di Carpi, statale ovviamente, ma vicino a casa.
La scelta che potremmo definire eroica visti i tempi in cui viviamo, dove l’egemonia del lavoro ha la meglio su qualsiasi cosa, è quella intrapresa dalla madre – ovviamente con il mutuo consenso del marito – la quale ha deciso di rimanere a casa da lavorare per poter assistere meglio le attività del figlio e occuparsi dei lavori domestici.

Spiegato che la donna sarebbe per sua natura destinata a lavare la mutande sporche del marito, ai arriva all'attacco vero e proprio:

Ma veniamo ora ai fatti che più ci interessano. Stiamo parlando ovviamente di una famiglia cattolica, ben conscia di ciò che accade al di fuori dei recinti delle mura domestiche; cosciente che, volente o nolente, iscrivere un figlio ad una scuola statale comporta enormi rischi, visti i risultati con cui la “cultura” del gender si è rapidamente inserita, ancor più grazie a quell’auto-incensante “legge” cosiddetta “Buona Scuola”.
Avvalendosi di tutte le possibilità di tutela possibili, che si riassumono poi nell’invio del consenso informativo con diffida, spedito tramite raccomandata alla scuola ad inizio anno scolastico, la famiglia carpigiana sperava di poter dormire sonni tranquilli, o meglio, forse non tranquilli… Ma perlomeno certa di essere informata sulle porcherie che un sistema d’istruzione malato vuole propinare ai bambini.
Tutto bene, a parte i soliti scontri con genitori anestetizzati da ciò che accade intorno, insegnanti che non sono a conoscenza di ciò che veramente sta passando per spiragli ideologici sempre più ampi, o se ne sono a conoscenza se ne stra-fregano. Tutto sommato però sembra che al figlioletto non sia stato proposto niente di quanto impone il globale “gender-diktat” che nelle scuole primarie e negli asili fa ormai da padrone.

Giurato che loro deterrebbero la verità divina su una fantomatica minaccia ideata proprio dall'integralismo al solo di ottenere la piena sudditanza di famiglie spaventate, pronte persino a danneggiare i propri figli quali manco fossero vittime sacrificali da immolare per la gloria e il profitto di Mario Adinolfi, òl'articoo 9inizia a delirare ideologicamente su quella che loro definiscono come una «bella operetta gender, fatta entrare senza nessuna riserva nella scuola di Carpi».
Si passa poi alla consueta macchina del frango, con i fondamentalisti che iniziato a vomitare il loro profondo odio contro chiunque non innaggi alla falsa sacralità di un Mario Adinofli che si vanta di aver infiocinato le sue molteplici mogli mentre chiede che le sue figlie siano addestrate a divaricare le loro gambe dinnanzi al maschio:

Si tratta di Bianca Pitzorno, la famosa scrittrice e saggista italiana che si occupa da tantissimi anni di libri per bambini e ragazzi. Molto conosciuta nell’ambiente LGBT perché lei stessa si è più volte dimostrata ardua combattente per le cause omosessualiste, potremmo addirittura attribuirle il ruolo di pioniera dei primi libretti i gender per bambini, come quello in questione che infatti fu editato nel lontano 1991.
Anche la Nuova Bussola Quotidiana si era occupata in passato di uno dei testi della Pitzorno più precisamente di “Extraterrestre alla pari” dove – per farla breve – si parla di un extraterrestre che per un periodo vive la condizione di entrambi i sessi, rimanendo sconvolto per i pregiudizi che ci sono sulla terra contro questa duplice condizione sessuale.

Citato Riccardo Cascioli come se si potesse citare un sito propagandistico come "prova" di una propaganda di medesima matrice, arrivano nuovi insulti:

La datata scrittrice ha rilasciato anche interviste al mondo lesbo, prendendosi i plausi di quest’ultime che si vantano di essere cresciute con i suoi libri; anche il sito internet cultura-gay ha molto a cuore la Pitzorno, che, fra le altre cose guarda caso, è pure ambasciatrice all’UNICEF da circa 16 anni.
Ebbene questa personaggia viene proposta nelle scuole da circa vent’anni o più, forse sotto il gran silenzio di tante persone che nemmeno si accorgono di ciò che passa loro sottomano, o forse con il mutuo consenso di chi invece vuole che queste cose passino.

Ma datoc he la scuola non ha messo al rogo i libri come richiesto dalle lobby integraliste, il suggerimento è quello di allontanare i figli dalla società in modo da poterli indottrinare ad essere dei fondamentalisti votati alla cultura dell'odio:

Cosa rimane da fare a questa povera famiglia disperata, se non ritirare il figlio da una scuola che ha tutti gli scopi possibili ed immaginabili fuorché quello fondamentale da cui dovrebbe dipendere, ovvero l’educazione e la formazione di bambini/ragazzi moralmente saldi?
Queste scelte però, comportano conseguenze, danni, dolori e lesioni a bambini che ancora così piccoli sono costretti a dover cambiare – ovviamente per il loro bene – a causa di un mostruoso insegnamento che avanza sempre più fra le mura della scuola pubblica? La superficialità e l’incompetenza del personale scolastico, come in questo caso, meriterebbe un po’ più di attenzione, ma non vogliamo avvelenare ulteriormente il sangue ai lettori.
Per concludere, e riassumere: se a tuo figlio vogliamo insegnare il gender a scuola tu devi tacere. O se anche hai intenzione di parlare devi sapere che non ti ascolterà nessuno, che del tuo consenso informativo con diffida non ce ne frega nulla, e che sei l’unico pazzo fermo alla concezione di maschio e femmina come unica cosa possibile salvo denaturalizzare la società.

Se di innaturale paiono esserci solo questi fondamentalisti che sono i reali responsabili di quei danni psicologici arrecati ai bambini (e che immancabilmente usano per la loro propaganda in un duplice stupro delle loro vittime), arriva l'aberrante proposta:

Davanti a questo scempio, come comportarsi allora?
Credo, e mi permetto di dirlo, che sia giunto il momento di rimboccarsi seriamente le maniche per creare valide alternative, volte a garantire la salute psico-fisica e spirituale dei nostri figli. Nonostante il collettivo e pandemico obnubilamento, bisogna raccogliere le forze di tutti i genitori affranti, ma allo stesso tempo decisi a fare qualcosa.
Creare piccoli gruppi di famiglie, confrontarsi, e trovare soluzioni per creare scuole paterne che siano in grado di formare i ragazzi nella maniera corretta, per ben vivere qui sulla terra come oneste e civili persone, per poi diventare un giorno abitanti del Cielo.
Quello che continua ripetutamente a succedere e a passare nelle scuole non è più uno scherzo. È un Leviatano sempre più prorompente che sta intessendo tele ovunque, con prospetti davvero agghiaccianti. Continuare a denunciare va bene, ma il non trovare valide e possibili alternative corrisponde a scavarsi una fossa pur sapendo che si può evitare la morte immediata. A noi la scelta.

Dinnanzi a questo deliro, Bianca Pitzorno scrive anche: «Troverete tutte le accuse al libro nell’articolo. E le accuse a me, "questa personaggia", tanto pericolosa da far sì che i genitori non mandino più i figli alla scuola pubblica ma li tengano in casa e formino, come nell’America più retriva, "scuole paterne", per evitare loro di imbattersi in uno dei miei libri. Ora, poiché so che molti dei visitatori di questa pagina mi hanno letto quando erano piccoli, vi chiederei una testimonianza personale. Vi ho spinto a diventare omosessuali? O vi ho semplicemente "spinto" a rispettare tutti gli altri anche se non la pensano come voi e non hanno fatto le vostre stesse scelte?».
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