Massimiliano Esposito: «Come Adinolfi, pensiamo che la coppia gay sia un imbroglio innaturale»



Mario Adinolfi appare come l'emblema del degrado della nostra società. Violento, volgare e privo di qualsivoglia etica nell'abusare del sentimento religioso come strumento d'odio, rappresenta il fondamentalista tipo che fattura soldi insultando quotidianamente interi gruppi sociali mentre piagnucola come una ragazzina di tre anni se qualcuno osa contrastare la sua feroce crociata contro l'uomo, la vita e quelle famiglie che lui vorrebbe fossero distrutte nel suo nome.

Difficile è non provare un profondo senso di disgusto dinnanzi alla ferocia dei miliziani da lui indottrinati all'odio, come quel Massimiliano Esposito che si presenta come l'esponente mantovano del partitucolo omofobo di Adinolfi. Cavalcando la polemica del suo padrone contro la partecipazione di un gay a Ballando con le Stelle, parla di «una spudorata operazione ideologica per soddisfare le lobby LGBT che dominano i Media».
Una frase che ben presto lui stesso smentisce, spiegando che se in passato i gay venivano costretti a fingere per la paura di violente aggressioni, allora bisognerebbe impedire che le cose possano cambiare o c'è il rischio che i loro figli possano non diventare omofobi quanto lo sono loro.

Con toni che sarebbero apparsi retrogradi persino nel Medioevo, il seguace di Adinolfi prosegue: «Il Popolo della famiglia ritiene scandaloso utilizzare i soldi del canone delle famiglie per finanziare un'operazione vergognosa al solo scopo di attirare l'attenzione sul programma, creando lo scandalo di vedere due uomini avvinghiati in tanghi e valzer».
Peccato che a creare clamore mediatico siano state solo le loro patetiche polemiche, forse rattristati da come gli italiani li abbiano respinti alle urne con un misero 0,6% di voti. Ma è sostenendo che l'omosessualità debba essere intesa come "innaturale" che il fondamentalista Massimiliano Esposito aggiunge pure: «Quella di Ballando per il PDF è un imbroglio che vorrebbe rappresentare come naturale ciò che naturale non è».
Esatto, a voler decidere cosa sia "naturale" è un fondamentalista che ostenta un innaturale odio per il prossimo quale forma di venerazione ad un tizio che va di parrocchia in parrocchia a raccontare quanto si reputi migliore degli altri in virtù di come si sia ingroppato molteplici mogli.
Arrivando al passaggio in cui spergiura che l'omofobia del passato sia un "valore" da difendete e ricorrendo a patetiche generalizzazioni, dice: «Le frequentiamo anche noi le feste di paese dove il ballo di sala viene proposto in tutte le salse ma non abbiamo mai visto due uomini ballare. Ricordiamo poi che nei tornei di ballo fino ai livelli internazionali non sono ammesse coppie di soli uomini e nella danza classica, territorio di gloriosi e immortali danzatori omosessuali, le figure femminili non sono sostituite da uomini».
In pratica, la loro tesi è che se loro vogliono ballare con delle donne, allora ai gay deve essere imposta con la forza l'obbligo di doversi uniformare a loro. Il tutto con "giustificazioni" da bambini come i balletti classici o concorsi che nulla hanno a che vedere con un programma TV.
Insultando la famiglia è insudiciandola alla loro ideologia, aggiunge: «Per il Popolo della Famiglia quella di Raiuno, di Orfeo e della Carlucci è l'ennesima offesa alle famiglie naturali che dovranno sorbirsi la consueta provocazione in salsa omossessualista».
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