Porella Cuccarini e il suo "fasci-fasci"



È una canzone dedicata ai rigurgiti fascisti quella con cui Porella Cuccarini. Una parodia che accoglie così il ritorno al potere di una destra che pare favorevole alle pulizie etniche e al confino per chi non è conforme alle loro regole sulla presunta supremazia del maschio eterosessuale padano.
Ed è così che troviamo frasi come: «E vendo l'odio in tivvù La rifugiata a Macerata non disturberà più. Faccetta Nera aspetta e spera lo Ius Soli perché l'italiano lo sai». Oppure: «Coi banchetti a Eurospin, togliamo ai phrocee ogni ariano bambin. D'ufficio avrà una mamma e un papà».

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