Simone Pillon non è stato votato, l'uomo che parla di «omodittatura» potrebbe diventare senatore



Di lui si conosce veramente poco. Si sa che odia i gay e che dice di avere un pene con cui penetra vaginalmente le donne. Odia i gay e dice che impedirà qualunque forma si educazione sessuale nelle scuole in virtà di quanto lui ami penetrare le donne con il suo pene. Odia i gay e dice che non tollererà alcuna protezione per gli adolescenti che dovessero osare non penetrare vaginalmente una donna.
Collaboratore di Massimo Gandolini e di Maria Rachele Ruiu, nonché ex presidente dei forum delle famiglie (integraliste) dell'Umbria, è un uomo che esiste sono in vece del suo profondo odio verso i gay. Organizza anche convegni in cui parla di "omodittatura" e ama sostenere pubblicamente che i gay sarebbero da accomunare ai pedofili in vece di come una simile menzogna possa alimentare l'odio dei miliziani che lo seguono solo perché adoratori del nuovo "cristianesimo" secondo Gandolfini in cui l'odio ha preso il posto dell'amore e in cui Pillon manderà a quel paese un Gesù che invitava all'accoglienza.
A suo carico pende anche una denuncia per diffamazione per alcune sue false dichiarazioni pubbliche atte a diffamare l'Arcigay, ma pare che le pendenze politiche non abbiano certo impedito a Matteo Salvini di offrirgli una poltrona. E forse difficilmente avrebbero potuto interessargli dato che il leader del Carroccio non si è fatto problemi neppure a garantire una poltrona a quell'Umberto Bossi che ha derubato milioni di euro agli italiani e che oggi potrà decidere della loro vita.

Anche se il sito del Ministero degli Interni indica che Simone Pillon non ha ottenuto i voti necessari alla sua elezioni nella circoscrizione "Lombardia 5" in cui era candidato, è attraverso un video pubblicato su Facebook che l'integralista afferma che diventerà senatore perché «nel collegio di Milano sono scattati due senatori ma, tuttavia, tutti i quattro candidati in quel listino sono stati eletti altrove e, conseguentemente, con il gioco dei migliori resti, io dovrei essere dentro».
In quelle immagini Pillon lascia intendere che lui non pensa al suo partito quanto alle rivendicazioni di Gandolfini contro la vita e la dignità di interi gruppi sociali, ad iniziare dalla Promessa di Pillon di uno smantellamento di quell'Unar che osa difendere quei gay e quegli stranieri che l'integralismo odiano con ogni loro singola cellula.
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