Verona. Il patito di Adinolfi vuole censurare il concerto di Elton John perché «è gay e padre»



Elton John deve'essere vietato a Verona perché «è gay e padre». Lo sostiene il partito omofobo di Mario Adinolfi dall'alto del suo misero 1% conquistato elle elezioni. Lo scopo, come sempre, è quello di alimentare un cieco odio omofobico che possa valorizzare le due mogli penetrate vaginalmente dal loro leader (rigorosamente senza mai usare il preservativo, specifica fiero l'integralista mente chide di essere ritenuto un esempio per i giovani).
A chiedere la censura di chiunque non rientri nei distinguo teorizzati dal loro leader è Filippo Grigolini, leader veronese del partito di promozione omofoba. Nonostante si tratti di uno di quei personaggi che trascorre il tempo a starnazzare che esisterebbe un fantomatico "pensiero unico" che limiterebbe il loro presunto "diritto" all'ostentazione dell'odio, il fondamentalista ha creato una sterile polemica finalizzata alla censura delle vite a loro sgradite. In una lettera indirizzata al sindaco, chiede che il Comune vieti l'evento.
Patetico è come il fondamentalista del partito di Adinolfi ne faccia una questione prettamente economica, sostenendo che gli incassi per il Comune dei due concerti sarebbero quasi irrisori, quantificandoli in 30 mila euro.
Non si tratta della prima crociata del fondamentalismo ultra-cattolico, già nel 2011 i forzanovisti di Christus Rex prosternarono contro il concerto di Ricky Martin sulle scalinate della Gran Guardia. Ed anche lo stesso Adinolfi si rese già ridicolo con una lunga serie di proclami contro la partecipazione di Elton John al Festival di Sanremo.
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