Google News caccia Gayburg. Indicizzerà solo l'Osservatorio Gender e Provita



Gayburg non sarà più incluso su Google News, così come avveniva dal 21 luglio 2013. Nonostante per i cambi di dominio sia prevista una procedura che dovrebbe essere pressoché immediata, da Mountain View ci hanno dapprima informato che nello specifico caso di Gayburg sarebbe stato necessario attendere «svariate settimane» in modo che un loro team potesse verificare la qualità degli articoli. Poi, poiché ore più tardi, ci hanno comunicato che il sito è stato rifiutato perché le notizie di Gayburg non risulterebbero di loro interesse come quelle che ripubblicano per contro dell'Osservatorio Gender di Famiglia Domani o di Provita Onlus.
Insomma, sul più potente e influente motore di ricerca del mondo ci sarà spazio solo per chi dice che i gay sono dei "malati" che rappresentano un "pericolo sanitario" in quanto indicati come "fonte di epidemie" da un gruppo ultracattolico, ma non per chi fornisce controinformazione.

Sembra superfluo osservare quali sino i danni di una tale decisione per un sito di informazione come il nostro che non potrà più essere rappresentato nei luoghi in cui gli utenti cercano le informazioni.
Da oggi Gayburg è dunque meno forte, relegato al silenzio da chi dà voce ai gruppi fondamentalisti o all'estrema destra. Una debolezza che ci espone a rischi non più sostenibili e fronte di costanti aggressioni che riceviamo per il nostro lavoro. Dobbiamo affrontare minacce di querele a firma di una Curia che non vuole si possano rendere pubbliche le parole anti-gay dei loro sacerdoti, così come dobbiamo fronteggiare le costanti aggressioni di quei miliziani di Adinolfi che ci infamano da pagine di quotidiani che ci negano il diritto di replica nel totale disinteresse dell'Ordine dei Giornalisti. Insomma, è una lotta che sta diventando ormai impari dato che bisogna subire violenti attacchi mentre i grandi network ci impediscono di poter raggiungere i lettori. E a queste regole il gioco non pare valere la candela.
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