Andrea Zambrano attacca la diocesi: impedire di pregare contro i gay è una intollerante forma di odio



È dalle pagine della Nuova Bussola Quotidiana che il solito Andrea Zambrano firma la solita invettiva contro una Curia che lamentano non sia omofoba quanto loro vorrebbero. Il gruppo fondamentalista piagnucola che preti cattivi non permettano alla loro gente di poter usare la preghiera come strumento di offesa, giurando che loro detengano la verità di Dio sul fatto che alcune persone sarebbero sbagliate perché non conformi al modello ariano che loro teorizzano. Ed ovviamente, al pari dei nazisti  dicono che Dio sia con loro.
Il tema è la blasfema preghiera contro i gay organizzata da varie sigle riconducibili all'ideologia di Mario Adinolfi, in commento al quale Zambrano firma un articolo intitolato "La Curia tifa Pride e stoppa la veglia di riparazione". Paragonato alla tifoseria calcistica la contrapposizione di chi si batte per i diritti civili a chi stupra il nome di Dio per cercare di discriminare interi gruppi sociali, il fondamentalista scrive:

A Bergamo una forte pressione della curia stoppa la preghiera di riparazione che si sarebbe dovuta tenere in chiesa dopo il primo Gay Pride orobico. Ripiegheranno con un Rosario, ma non c'è da stupirsi dato che la stessa diocesi ha collaborato con l'organizzazione dell'evento per non farlo coincidere con l'arrivo delle spoglie del Papa Buono. Invece di condannarlo, si è cercato di scendere a patti con i promotori. A farne le spese, come al solito i fedeli: è la legge del più forte.

In realtà è semplicemente la legge civile ad indicare che la religione non sia una giustificazione sufficiente a calpestare i diritti costituzionali. Se così non fosse, la teoria di Zambrano ci porterebbe a dover sostenere che l'Isis ha pieno diritto di lanciare i gay dai tetti o di lapidare a morte le donne dato che lo fanno in nome di una perversa interpretazione della religione.
La legge deve tutelare chi è vittima di rappresaglie ordite da personaggi che si mettono a starnazzare che vogliono essere ritenuti superiori agli altri, ancor più in considerazione del fatto che Dio non c'entri nulla con la strumentalizzazione propagandistica che Adinolfi ama fare del suo nome. Anche lui, al pari dei nazisti, dice che Dio è con lui, contro gay, migranti e donne che non accettano di sottomettersi ad un maschio.

Zambrano aggiunge:

Anche a Bergamo, come a Reggio Emilia, una veglia di riparazione per il Gay Pride viene bersagliata di critiche. Ma non sono solo gli attacchi che provengono dal mondo arcobaleno, bensì dalle stesse gerarchie ecclesiastiche che in modo “sotterraneo” hanno costretto gli organizzatori a "riparare" la riparazione.
Infatti, per quella veglia di riparazione con adorazione eucaristica, prevista per il 21 maggio dopo il primo carosello gaio nella storia della città orobica, gli organizzatori avevano opzionato la chiesa dei Frati cappuccini di Bergamo. Ai promotori, il Circolo del Popolo della famiglia di Seriate, si erano aggiunte anche diverse sigle della realtà cattolica locale: il Movimento per la vita della val Cavallina, Intercomunione Bergamo/Brescia, i circoli de "La Croce" di Bergamo, il Movimento "Preghiera delle mamme” più molti altri fedeli in ordine sparso raggiunti con i canali social.
Ma quando la cosa è diventata pubblica, ricevendo un pesante attacco da parte dell’assessore Giacomo Angeloni, praticamente l’uomo della giunta Gori più vicino alla Curia, si è messa in moto la macchina della “repressione”. Il risultato, annunciato in un comunicato dal circolo del Pdf, è che la veglia è stata annullata.

Se fa sempre ridere osservare come il fondamentalismo tenti di moltiplicare il numero di partecipanti alle loro manifestazioni attraverso la citazione di associazioni che risultano sempre riconducibili alle stesse persone (ci sono le sigle di Adinolfi e quelle del suo segretario, ma sempre in due restano), non manca il tentativo di presentare il carnefice come vittima. Fatta dietrologia per aggredire i suoi nemici politici, si passa al complottismo. Un ingrediente immancabile per chi basa la propria propaganda sulla creazione di paure che possano spronare i propri proseliti ad atti di violenza contro le persone che i loro leader invitano a colpire:

Il motivo? Ufficialmente che «il Pdf, per il senso di responsabilità che nutre nei confronti della diocesi di Bergamo, ha ritenuto opportuno annullare l’iniziativa, fatto che non impedirà di proseguire il proprio impegno a tutela e salvaguardia della vita e della famiglia».
In realtà, stando a quelli che sono i rumors che circolano in queste ore - e che hanno ottenuto una conferma da parte della Nuova BQ - è stato un intervento “a gamba tesa” dell’autorità ecclesiastica a sconsigliare vivamente ai Cappuccini - tramite il Padre provinciale di Milano - di aprire le chiesa per quella preghiera così politicamente scorretta.

Arriva poi la condanna dei preti che non dimostrerebbero sufficiente omofobia, posta come fondamento del "cristianesimo" secondo Cascioli:

In ogni caso la partita è apparsa fin da subito più grande del piccolo convento dei Cappuccini dato che le pressioni della curia sono state tali e tante da creare il corto circuito che ha portato poi alla “capitolazione” finale. Non c’è da stupirsi, soprattutto se si tiene conto il ruolo che la Diocesi di Bergamo ha avuto in questa vicenda, a cominciare dall’organizzazione dello stesso Pride.
E’ stato infatti lo stesso Angeloni a dichiarare ai giornali durante la sua intemerata contro i riparatori: «L’uscita del volantino - aveva detto - rovina un clima di dialogo e rispetto reciproco instaurato tra la diocesi e le organizzazioni promotrici del Gay Pride, le quali si sono mostrate sensibili e attente nel valutare la data dell’evento, in modo da non creare sovrapposizioni con la peregrinatio del Papa Buono».
Proprio così. In sostanza, stando a questa affermazione che non è mai stata smentita da nessun portavoce della curia né tantomeno dal vescovo, la Diocesi ha messo in campo un patto di desistenza con il Comune e con le sigle Lgbt promotrici del Pride.
In effetti la fiera dell'edonismo omosessuale coincideva all’inizio con l’arrivo a Sotto il Monte delle spoglie del Santo Papa Buono, che di Bergamo è ormai praticamente il patrono. Le spoglie di Giovanni XXIII sono attese per il 24 maggio, data inizialmente preventivata del Pride. Ma la coincidenza ha costretto la curia a chiedere al Comune e agli organizzatori di spostarla. "Gentilmente", si fa sapere, hanno ottemperato, così il Pride è stato anticipato di una settimana. Che sensibilità, davvero.

Sostenuto che la curia di Bergamo avrebbe firmato fantomatici accordi segreti, si passa ai consueti insulti contro i gay. Da copione, i termini a loro riferiti sono tutti rigorosamente offensivi, piazzati ad arte per far intendere che i lettori debbano sentirsi liberi di insultarli deliberatamente:

Ma da parte della curia non c’è stato nessun fremito di contrarietà all’evento in sè. Invece di tuonare contro uno spettacolo che non può offrire nulla di edificante al popolo dei fedeli, visto anche il carattere fortemente anticlericale che certe manifestazioni promulgano, si è sceso così a patti, legittimando di fatto una carnevalata che avrebbe dovuto ricevere dal vescovo un ben altro trattamento.
In questo modo, trattando allo stesso livello l’arrivo delle spoglie di un papa santo e il corteo della gaiezza, la Diocesi non ha fatto altro che confermare la sostanziale legittimità dell’evento, di fronte al quale si pone con una collaboratività davvero sconcertante. Forse che il Pride mentre Giovanni XXIII veniva venerato a pochi metri sarebbe stato sconveniente? Certo, ma sconveniente e immorale il Pride resta tale anche una settimana prima, non serve per forza la presenza di un Papa santo in città per cambiarne il valore negativo e peccaminoso.

Chiude il suo sostenere che i poveri seguaci di Adinolfi non potranno dissacrare la chiesa con le loro preghiere di condanna verso la vita, gli affetti e l'amore di chi non è gradito al loro leader politico:

Una corrispondenza d’amorosi sensi che è testimoniata inoltre da come la preghiera di riparazione è stata stoppata e che non può non far sospettare una complicità inquietante, per lo meno di intenti. Curioso poi che il tema di questo Gay Pride bergamasco sia: "Educare alle differenze per combattere l'odio".
Le pressioni fatte sui frati, i quali hanno avuto solo il torto di concedere la propria chiesa a un gruppo di associazioni cattoliche laicali per un momento di preghiera di riparazione, un tipo di preghiera della tradizione che al momento non è stata dichiarata eretica dalla Chiesa, sono in aperto contrasto con il tema stesso del Gay Pride. Così, con le porte della chiesa chiuse, i fedeli dovranno ripiegare con un Rosario pubblico davanti al portone del convento «perché il popolo cristiano non si piega davanti alla pavidità ecclesiastica e alle opportunità politico partitiche».
Possibile che chi denuncia come intollerante e omofoba una adorazione di preghiera, non veda come questo sia in terribile contraddizione con il tema di un Gay Pride che si prefigge di educare alle differenze e alla tolleranza? Insultare e denigrare chi prega anche per l'anima dei gay è dunque un intollerante forma di odio? Non è forse che la legge del più forte ha colpito ancora?
Qualcuno tempo fa sosteneva che i cattolici debbano starsene chiusi nelle loro chiese a pregare. Oggi sembra che venga impedito anche quello.

In pratica, Zambrano si dice convinto di essere parte di una "razza ariana" che abbia maggiori diritti di tutti gli altri. Si sente di poter pregare contro gli altri in virtù di come li reputi inferiori a sé stesso e lavora alacremente per creare false divisioni (giurando su Dio che esista un "noi" e un "loro" nella speranza di fare branco) . Fa finta di non sapere che per "riparare" qualcosa si deve sostenere che ci sia qualcosa di rotto. Ed è così che la preghiera viene usata esclusivamente per ingannare i bigotti attraverso il blasfemo tentativo di conferire una volontà divina alle sue mire personali.
In conformità con lo schema propagandistico del fondamentalismo, l'articolo si fa scherno di omofobia ed intolleranza, legittima ad usare toni offensivi contro i gay e stupra i santi nel tentativo di poterli usare per promuovere odio.
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