Bergamo. I seguaci di Mario Adinolfi si danno appuntamento per pregare contro i gay



Ammaliati dall'idea di poter stuprare il nome di Dio come mezzo di offesa verso le loro vittime ed intenzionati a scusarsi con Gesù se i gay osano rivendicare pari dignità nonostante il loro leader si proclami superiore a loro in virtù del numero di mogli passate nel suo lettone, i seguaci delle sette riconducibili a Mario Adinolfi pregheranno contro i gay anche a Bergamo.
L'appuntamento è presso la chiesa del convento dei frati cappuccini, gli stessi che esposero manifesti contro le famiglie omogenitoriali e che organizzarono un convegno anti- gay con Silvana De Mari (attualmente rinviata a giudizio per odio razziale) finalizzato a promuovere le fantomatiche "terapie riparative" vendute da Luca Di Tolve (basate sulle screditate teorie di Nicolosi, provata causa di numerosi morti tra adolescenti gay).
Quella che viene presentata come una «adorazione di riparazione contro il gay pride» proporrà l'esposizione del santissimo sacramento in modo che gli omofobi possano scusatsi con Dio se Adinolfi non ha ancora eliminato i gay dalla faccia della terra o se non è ancora riuscito ad approprarsi dei loro contributi in virtù di come esiga che i suoi coiti vaginali vengano finanziati con le tasse delle sue vittime (gay, ma anche cittadini a cui chiede sia negata la cittadinanza in virtù del credo religioso dei loro genitori).
La manifestazione blasfema si svolgerà lunedì 21 maggio alle 20.45 alla chiesa del convento dei frati e risulta promossa da gruppi d'odio fondati da Mario Adinolfi: il "partito della famiglia" di Seriate, il coordinamento del partito adinolfiniano della provincia di Bergamo, il "Movimento per la vita" Val Cavallina, Intercomunione Bergamo/Brescia, i circoli “La Croce” Bergamo il movimento “Preghiera delle mamme”.

L'obiettivo? Far passare l'idea che Dio odi i gay e che i cattolici abbiano il dovere morale di votare un'ultra-destra che possa garantire un regime alla Putin, basato sulla persecuzione delle minoranze, sul razzismo, sull'uso politico delle religioni e sulla sottomissione della donna. Se Adinolfi riuscirà nel suo scopo, garantirà la sottomissione delle sue stesse figlie femmine mentre dice di voler "difendere la famiglia". Poco chiaro è chi difenderà la sua famiglia da un uomo che è pronto persino a sacrificare la vita della sua stessa prole pur di far soldi grazie alla promozione dell'odio.

Clicca qui pervedere il manifesto della manifestazione.
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