Dalle ceneri di Anddos nasce Arco



Travolta dalla propaganda integralista che ha aizzato le Iene contro l'Unar, l'Anddos ha subito enormi danni d'immagine quale vittima sacrificale che era necessaria a Toni Brandi e a Filippo Savarese per la loro compagna di raccolta firme finalizzata a chiudere l'unico organismo statale che si occupa di contrastare il pregiudizio da loro promosso contro gay e stranieri.
Mario Adinolfi si era persino autoproclamato massimo esperto mondiale di darkroom e aveva mostrato la sua consueta violenza ideologica nel sostenere che «dei circoli Anddos erano frequentatori Marc Prato e Manuel Foffo, gli autori dell'omicidio Varani». Non pago di aver sostenuto che lui no n ha colpa alcuna se una eterosessuale ammazza qualcuno ma i gay sono tutti responsabili delle azioni compiute da chiunque condivida il medesimo orientamento sessuale in virtù di quanti soldi possa fruttargli il vendere quelle generalizzazioni ai gruppi d'odio, rinnegò persino i progetti predisposti dall'Università Sapienza di Roma  nel suo giurare sulla Madonna che i soldi stanziati dall'Unar fossero un «finanziamento pubblico alla prostituzione gay».
Se in uno stato civile si sarebbe semplicemente riso in faccia ad Adinolfi e alla sua gente, nel regime italo-vaticano si preferisce evitare che gli amici dei preti possano avere appigli per bloccare iniziative culturali attraverso le loro crociate dal sapore intimidatorio. Ed è così che neppure le dimissioni di Spataro e di Marco Canale bastarono a far scemare quell'aggressione.
Per questo motivo il secondo congresso nazionale di Anddos, intitolato “Time for change”, ha ufficialmente sancito la chiusura di Addons per dar vita ad una nuova realtà associativa chiamata Arco, Associazione ricreativa circoli omosessuali. Robert Dartenuc ne sarà il presidente nazionale.
La priorità verrà data ai circoli, al grande valore culturale e sociale dei luoghi di incontro, alla promozione della sessualità libera e consapevole, alla lotta contro le infezione sessualmente trasmesse, al sostegno e alla collaborazione con le altre associazioni del movimento Lgbti.
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