Deomofobina, principio attivo contro gli stati di disinformazione acuta e i disturbi legati all’omofobia



L’attenzione delle discipline psico-sociali si è spostata nel corso degli anni dall'omosessualità all'omofobia all'omotransnegatività. Se nel corso del XIX secolo e della prima metà del XX secolo gli studi si concentravano sulle origini dell’omosessualità, ora le ricerche e le analisi scientifiche si focalizzano sulle origini dello stigma, su come contrastare stereotipi e pregiudizi, prevenire le discriminazioni e creare contesti inclusivi.
Tutto ciò in virtù di una semplice considerazione: lo stigma sociale nuoce alla salute. Ciò nonostante, nella società italiana permane un accentuato stigma sociale nei confronti delle persone LGBTI. Un rapporto sugli atteggiamenti degli italiani nei confronti della popolazione omosessuale e transessuale, reso noto dall’Istat il 17 maggio 2012, indica come il 53,7% dei rispondenti omosessuali sia stato discriminato, soprattutto nei luoghi di lavoro e a scuola. D’altra parte, la possibilità che le persone omosessuali rivestano alcuni ruoli crea problemi ad una parte della popolazione: per il 41,4% non è accettabile un insegnante di scuola elementare omosessuale e il 28,1% non li vuole come medici. Anche il linguaggio usato per identificare le persone omosessuali può rimandare a pregiudizi nei loro confronti e rientrare tra gli atteggiamenti discriminatori verso questo gruppo sociale. Molte parole, infatti, sono utilizzate con una connotazione negativa, se non come vero e proprio insulto. Rispetto a ciò, la stragrande maggioranza degli intervistati riferisce di avere sentito conoscenti o amici usare termini offensivi nei confronti delle persone omosessuali. È dunque molto diffuso il linguaggio dispregiativo. L’omotransfobia/omotransnegatività è il fattore di rischio maggiore per la salute delle persone LGBTI, ne è un esempio l’aumentato rischio di suicidio degli adolescenti LGBTI segnalato dalle ricerche internazionali (American Pediatric Academy, 2013). Inoltre la presenza di omofobia sociale/omotransnegatività si caratterizza come un rischio per la salute sia degli individui, sia per il benessere delle comunità intera, avendo un effetto disgregante.
Essere inclusi è un diritto, includere un dovere sociale Come ci ricorda la Costituzione Italiana all’articolo 3 tutti hanno il diritto di essere inclusi e le istituzioni hanno il dovere di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza e la piena realizzazione di tutti i cittadini: Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

L'associazione Geco (Genitori e figli Contro l’Omotransfobia) ha dunque deciso di lanciare l'iniziativa "Deomofobina", rivolta a tutte le persone curiose, sia giovani sia adulte, e ai contesti in cui può risultare efficace un’azione divulgativa in grado di stimolare il desiderio di conoscenza e le riflessioni sui temi delle identità sessuali.
Un incontro formativo si terrà questa sera, alle 18.15, presso lo Spazio Lux - Galleria San Federico 26 a Torino.
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