Il Codacons denuncia alla Procura la preghiera contro i gay degli adinolfiniani. È oltraggio alla religione cattolica e istigazione all'odio



Potrebbe finire in tribunale la preghiera contro i gay che era stata annunciata dai seguaci di Mario Adinolfi. Il Codacons ha infatti presentato una denuncia alla magistratura locale e all’Agcom contro la vergognosa iniziativa pubblicizzata attraverso manifesti e pubblicità sul web.
«Si apprende che in vista del primo Gay Pride di Bergamo un gruppo di associazioni cristiane ha deciso di organizzare un momento di preghiera “in riparazione”, definita “Adorazione eucaristica in riparazione al gay pride” –scrive il Codacons nell’esposto– Ebbene tale manifesto, soprattutto alla luce degli innumerevoli fatti di cronaca che vedono protagonisti la violenza e l’odio nei riguardi della comunità LGBT, è riprovevole in quanto non solo si erge in contrasto con gli artt. 2 e 3 della Costituzione, con l’art. 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01), con la Risoluzione del Parlamento europeo sull’omofobia in Europa del 18 gennaio 2006 di Strasburgo, ma addirittura incita all’odio e alla discriminazione integrando per di più il reato dall’art. 415 c.p. ai sensi del quale: “Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.”
Si evidenzia altresì che tale condotta qualificherebbe un oltraggio alla religione cattolica che viene maldestramente strumentalizzata per finalità discriminatorie. Il rito eucaristico è di particolare importanza nel cristianesimo e l’abuso dello stesso, finalizzato a stimolare il razzismo e l’omofobia, oltre che contrario alla religione, tende a veicolare il messaggio ai credenti che la religione è contraria a determinate categorie, quando non è questo il messaggio lasciato da Gesù Cristo».
Precisando che non si capisca che cosa ci sarebbe da “riparare” in merito ad una manifestazione del tutto legittima e tesa a chiedere diritti civili già da anni riconosciuti nel resto d’Europa.
Per tale motivo l’associazione ha chiesto alla Procura di Bergamo di «predisporre tutti i controlli necessari ad accertare se nei fatti descritti sussistano eventuali fattispecie di illecito civile, amministrativo e penale nonché eventuali responsabilità e pratiche vietate e di conseguenza, se accertate, disporne le adeguate sanzioni». All’Agcom e alla Polizia Postale ha chiesto di «inibire la diffusione sul web e su tutte le piattaforme, ivi compreso Facebook, del manifesto della “messa di riparazione” e comminare le connesse sanzioni ai soggetti che riterrà responsabili».

La propaganda di Adinolfi sostiene che lui avrebbe il pieno diritto di denigrare, perseguitare ed insultate i gay in nome della sua personale interpretazione della "libertà di opinione". Ora i giudici saranno chiamati a decidere se la religione possa essere stuprata dalla sua gente come mezzo di incitamento all'odio.
La curia di Bergamo ha nel frattempo invitato i frati cappuccini, da anni impegnati nella promozione dell'odio omofobico al fianco di realtà integraliste, a ritirare la loro disponibilità nel contribuire a quella vergogna attraverso la concessione della loro chiesa.
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