La promozione di odio omofobico da parte delle destre, nulla è cambiato negli ultimi 16 anni



Sono passati 16 anni da quando la città di Padova ha ospitato l'ultimo Pride svoltosi per le strade cittadine. Allora, esattamente come accade oggi, le destre fomentarono odio contro la manifestazione e affissero numerosi manifesti diffamatori contro i partecipanti. Nella città si registrarono aggressioni a danno di persone gay ed atti di vandalismo contro le loro sedi.

Sui suoi manifesti affissi per le strade, Forza Nuova scriveva: «No al Gay Pride. No alla pedopornografia. L'italia ha bisogno di figli non si omosessuali». È lo stesso slogan che il partito neofascista utilizza ancor oggi, aggravato da un patetico riferimento alla «pedopornografia» che serviva solo a sostenere che i gay fossero dei pedofili.
Allenza Nazionale preferiva invitare a «dare voce al tuo dissenso» sostenendo che un Pride dovesse essere ritenuto «una provocazione». Un termine che ancor oggi spopola tra i seguaci di Giorgia meloni e di Matteo Salvini. Non andava meglio con Fiamma Tricolore, impegnata a far leva sulle parole-chiave oggi utilizzate dagli estremisti che inneggiano a Mario Adinolfi. Parlavano di «famiglia, matrimonio, figli, valori dello spirito, principi morali e costituzionali» come se dovessero essere intesi in opposizione alla vita e alle famiglie dei gay, il tutto prima di sentenziare: «L'Italia ha bisogno di bambini!». Uno slogan che oggi pare piacere tanto a quell'Adoinolfi che va in giro a dire che i gay dovrebbero «sacrificarsi» e sposare una donna che non amano solo perché lui esige che producano figli da donare alla Patria. Nel nome di Dio, delle sue famiglie, dei suoi due matrimoni e di quanto gli faccia schifo l'idea che si possano vivere rapporti paritari senza che il maschio pretenda la totale sottomissione delle donne nel nome di Paolo di Tarso.
Sullo stile degli odierni slogan lanciati dal fondamentalismo cattolico era il volantino distribuito da "Padova Ariana Heterosexual Pride". Con la violenza verbale che ancor oggi troviamo tra chi inneggia a fantomatici "eteropride", scrivevano: «I brutti pervertiti come te non saranno mai gente di destra. Sei soltanto un frocio di merda servo dei rossi criminali, distruttori della vita e dei veri valori di Famiglia e identità dei Popoli. Ai rotti in culo come te non permetteremo mai di sfilare e offendere i bravi ed onesti cittadini Padovani e le loro centenarie tradizioni religiose. Le perversioni vanno curate, non manifestate!».

Mentre le destre europee discutono ed approvano leggi sul matrimonio egualitario, in Italia pare che nulla sia cambiato negli ultimi 16 anni. Gli slogan sono sempre quelli, le parole-chiave usate sono sempre le stesse e il pregiudizio promosso non è cambiato di una sola virgola. Le loro menti non hanno neppure provato ad aprirsi alla realtà dei fatti, preferendo ripetere a pappagallo una qualche bugia che potesse giustificarli nel loro tepore omofobico.
E chissà, forse verrebbe anche da osservare che probabilmente 16 anni fa non si sarebbe mai tollerato che un qualche Mario Adinolfi potesse profanare una chiesa con l'organizzazione di un blasfemo rosario contro ai gay. Eppure oggi, nel 2018, è quanto accaduto nel sagrato della chiesa dei frati cappuccini di Bergamo, peraltro alla presenza di esponenti della curia che pare abbiano scelto l'odio di Adinolfi all'amore di Cristo.

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