Libri di testo per l'ora di religione descrivono l'omosessualità come un «disordine morale del nostro tempo»



L'omosessualità viene descritta come un «disordine morale del nostro tempo» all'interno di alcuni libri di testo approvati dalla Cei che sono stati imposti in istituti scolastici italiani. L'ora di religione sarà dunque il cavallo di Troia con cui il fondamentalismo cattolico tenterà di indottronare i bambini all'odio contro le persone lgbt e contro gli atei attraverso il fantomatico "gender". La denuncia è di GayPost.

In un libro di gesto intitolato "Il nuovo Tiberiade", pubblicato da Editrice la Scuola e curato da Renato Manganotti e Nicola Incampo, troviamo scritto che personaggi come Marx, Nietzsche e Freud sarebbero colpevoli di aver «voluto mettere l’uomo contro Dio» perché «non è vero che l’uomo non può organizzare la terra senza Dio. Ciò che è vero è che, senza Dio, può solo organizzarla contro l’uomo».
Gli autori sostengono anche che i cattolici siano gli unici a comprendere cosa siano la libertà e la felicità, dato che gli atei tenderebbero a viverla «come possibilità di esprimere convinzioni senza alcuna cura del rispetto per gli altri, mentre la felicità pare ridursi alla sola soddisfazione dei propri bisogni e dei propri progetti, magari senza alcun sacrificio». Insomma, chi non va in chiesa sarebbe automaticamente un maleducato ed un egoista, contrariamente ad un Adinolfi che stupra Dio per negare dignità a chi non risulta fatto a sua immagine e somiglianza.
Il libro di testo asserisce pure che «è sufficiente guardare ai tristi fenomeni dei giorni nostri per scoprire tanti gesti ignobili di vandalismo che, sempre più spesso, offendono i sentimenti della comunità cristiana e della società civile». Insomma, gli atei non sarebbero offesi dal vandalismo mentre ne sarebbero gli unici artefici.
Citando la propaganda di Adinolfi come se fosse la Bibbia, la Cei introduce nella scuola anche il fantomatico "gender". Il libro di testo prende spunto da Simone de Beauvoir e dalla sua famosa affermazione «Donna non si nasce, si diventa». Da lì iniziano a dire che «è questo il triste fondamento di ciò che oggi, sotto il nome di “gender”, appare come una nuova filosofia della sessualità». Vaneggiando di manipolazione della natura o di caos tra sesso, genere e ruolo di genere, parlano di «un momento storico di grande confusione culturale» attraverso un minestrone di inesattezze.

Non va meglio con il libro di testo "Radici" di Serena Pace e Davide Guglielminetti (Elledici – il Capitello), anch'esso immesso nelle scuole pubbliche milanesi grazie all'ora di religione. In quella pagine si sostiene che «le parole tanto abituali come “marito” e “moglie” o “padre” e “madre” finiscono per essere considerate discriminanti, al punto di essere sostituite dal semplice “coniuge”, oppure dalla dicitura “genitore 1” e “genitore 2″».
A pagina 302 si sostiene l'esistenza di un "gender" che descrivono così: «Si nasce sì maschi e femmine, ma si è/si diventa quel che si decide di diventare».
Dicono che la differenza tra maschio e femmina si fondi sull'idea stessa della creazione di Dio e che le unioni di fatto vadano ben distinte dal matrimonio. Dell'omosessualità giurano che i gay che vivono serenamente la propria sessualità facciano parte del disordine morale del nostro tempo.

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