L'inaccettabile propaganda. Ora Provita dice pure che i tagli alla sanità sarebbero colpa del contrasto all'omofobia



Provita Onlus sta intasando la rete con la sua propaganda omotransofobica ed integralista. Citano monsignor Paglia per criticare il voto popolare degli islandesi e lamentarsi di come non continueranno a costringere le donne stuprate a dover partorire a forza così come Brandi vorrebbe avrebbe voluto fossero obbligate a fare.
Fingono di non sapere che è che è dall'ignoranza a creare pregiudizi nei bambini e sbraitano i loro slogan transo fobici contro Luxuria dicendo che è fatto divieto parlare di diversità ai «piccolissimi alunni». Il tutto, ovviamente, solo dopo essersi premurati di offenderla nel chiamarla «signor transgender».

Contro i libretti per le persone trangender nelle università, criticano chi pensa che gli studenti dovrebbero occuparsi solo della loro preparazione e non dei pregiudizi e tentano di sostenere che siano le persone transessuali ad infastidire i loro proseliti. Con una violenza verbale intollerabile, scrivono: «Ma guarda un po’, se sei Mario e ti vesti, ti trucchi da donna, devi tu stressare l’amministrazione universitaria obbligandola a registrare i tuoi voti su due libretti, in uno dei quali compari come Gabriella?».
Pare inutile tentare di far capire a brandi e alla sua banda che una persona transessuale non è un maschio che si veste da donna ma è una donna in un corpo maschile.

Attaccando il patrocinio di Mantova al pride, l'organizzazione di Toni Brandi sostiene che i soldi destinati ai diritti delle minoranze potessero essere investiti per garantire ulteriori privilegi agli eterosessuali, insultando chi la pensa diversamente con il loro asserire: «Crede davvero l’assessore che i gay pride abbiano una funzione sociale? Tutta propaganda Lgbt è, per far sembrare naturale cose che non lo sono». Segue la solita fotografia decontestualizzata messa lì per denigrare i gay e le loro rivendicazioni.

Contro le donne ci spiegano che la portavoce dell’associazione “Non una di meno” manifesterebbe una «ignoranza assoluta» in virtù di come osi avere opinioni diverse da quelle del loro presidente, l'eterosessuale maschio che dice di sapere come vadano trattate le donne. Ed immancabilmente se ne escono con il loro sostenere che ogni opinione contraria al loro pensiero unico «la dice lunga sulle argomentazioni delle femministe». Giurano anche che l'autodeterminazione delle donne sia «omicidio» e che l'aborto debba essere paragonato ai matrimoni gay.

Creando inesistenti legami, l'organizzazione Provita Onlus cerca di sostenere che l'assenza di assistenza sanitaria per alcuni pazienti ricrederebbe da come la Regione Piemonte finanzi alcune campagne contro l'omofobia. Ovviamente fingono di non sapere che i contributi statali alla Chiesa Cattolica sono  molto maggiori a quei pochi spiccioli destinati a contrastare la loro promozione dell'odio omfobico, ma dato che loro odiano i gay e traggono vantaggio dal finanziare la curia, ecco che si cerca di creare cieco odio giurando sulla Madonna che Brandi sappia che è solo coppa dei gay se agli eterosessuali verrebbero negate presunte assistenze sanitarie. Ovviamente cita il Piemonte della Appendino e non quella Lombardia di fontana dove si possono avere liste di attesa di mesi per un semplice esame di laboratorio.

Promuovendo i medici obiettori che negano il rispetto della legge (spesso concedendola quando operano da privatisti in cambio di cifre assai maggiori), l'organizzazione di Brandi definisce «segno di civiltà» il fatto che alcuni medici neghino alle donne l'accesso a pratiche previste dalla legge. La loro teoria è che ogni singola persona debba poter mettere in discussione i diritti civili delle categorie sociali a loro sgradite senza che possano toccare i loro interessi.

Dicono che i gay non merito alcun rispetto perché la loro esistenza sarebbe sgradita a Dio, e dicono che le scuole statali italiane dovrebbero vietare la laicità e spalancare le loro porte alla propaganda dell'arcivescovo Nonsiglia (si, proprio quello che ama andare dagli studenti a dire che essere gay è sbagliato). Il tutto, giurando sulla Madonna che l'odio omofobico sarebbe cosa buona e giusta. O, meglio, dicono lo si debba ritenere «buonsenso» dato che Brandi giura su Dio che sia ovvio che lui debba essere ritenuto superiore agli altri perché ama spruzzare sperma nelle vagine di donne che esige siano sottomesse a lui.

L'elenco potrebbe essere infinito, dato che non passa un solo giorno senza che l'organizzazione politica di Brandi non si risparmi dal lanciare insulti e disinformazione a danno di migliaia di cittadini. Peccato che Brandi non lo faccia con i suoi soldi, ma anche con risorse statali di cui può beneficiare grazie allo stato di "onlus" che gli è stato riconosciuto. Ma questa bieca propaganda può davvero essere finanziata con i soldi delle loro vittime?
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