Marco Tosatti ricorre agli insulti per delegittimare i vescovi che non promuovono l'omofobia



Mentre Mario Adinolfi organizza preghiere contro i gay e contro le loro famiglie, il ciellino Riccardo Cascioli continua a pubblicare articoli in cui si spergiura che sia Dio ad esigere la discriminazione dei gay e delle loro famiglie. Siamo dinnanzi una campagna propagandistica incessante e martellante, volta a promuovere il pregiudizio in modo che l'omofobia della Chiesa possa conferire potere alle lobby integraliste e possa agevolare un ritorno dell'ultra-destra.

Questa volta è il vaticanista Marco Tosatti a firmare un articolo apparso sulle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana in cui si ci spiega che Dio non tollererebbe i gay e odierebbe il loro amore. Riservando insulti contro qualunque prelato osi contrastare la sua ideologia del disprezzo. Tosatti scrive:

«La condanna degli atti omosessuali non è più sostenibile». Lo ha detto il cardinale De Kesel, arcivescovo di Bruxelles, parlando a un gruppo gay a cui ha anche anticipato il progetto di una qualche cerimonia religiosa per le unioni omosessuali. Che questo sia contrario alle Scritture, alla Tradizione e anche al magistero recente per il cardinale non fa problema.

Marco Tosatti dovrebbe sapere che la schiavitù veniva giustificata con la Genesi o che la Torre di babele era alla base della segregazione razziale. Stando alla sua ideologica teoria, quelle "tradizioni" sarebbero dovute essere preservate dato che erano una tradizione. Anzi, forse avremmo dovuto conservare anch4e la "Tradizione" di ritenere che la Terra fosse piatta...

Intenzionato a denigrare chiunque osi avere opinioni diverse dalle sue, Tosatti descrive il cardinale Jozef De Kesel come «l’uomo che ha distrutto la Comunità dei Santi Apostoli, fiorente di vocazioni nel Belgio de-cristianizzato».
Poi, lamentando come dei religiosi non neghino momenti di preghiera ai credenti gay, contesta come il sacerdote abbia detto loro che «la Chiesa deve rispettare di più gli omosessuali, anche nella loro esperienza di sessualità». Una frase che cerca di delegittimare giurando che «atti come la sodomia, da sempre condannati nell’Antico e nel Nuovo Tetstamento potrebbero trovare un’approvazione ecclesiastica».

Se pare superfluo sostenere che le sue fantomatiche «condanne» dovrebbero essere contestualizzate all'interno del loro contesto (a meno che lui non voglia sostenere che lo stupro debba essere considerato un lecito veicolo matrimoniale come dichiarato nella Bibbia), l'omofobo Tosatti prosegue:

Inutile dire che tutto questo è in contrasto con la tradizione di sempre della Chiesa, le Sacre Scritture, il catechismo e vari documenti anche recenti della Santa Sede. Secondo la pagina web di propaganda gay hlwm.be, De Kesel avrebbe affermato che la condanna degli atti omosessuali «non è più sostenibile».
Naturalmente il cardinale, pupillo del cardinale Danneels, implicato in uno scandaloso caso di copertura di abusi sessuali, e grande amico e consigliere di Jorge Mario Bergoglio, ha fatto riferimento alle parole di Francesco «Chi sono io per giudicare»; ma non ha riportato, come troppo spesso accade in questi casi, l’intera citazione, in cui si fa riferimento al catechismo, e si è limitato all’uso che ne fanno i gruppi di attivismo omosessualista. De Kesel ha detto che solo dieci anni fa osservazioni come quelle che stava facendo non sarebbero state possibili. Una frecciata a Benedetto XVI, che, secondo quanto ci dicono, non aveva una grande stima dell’attuale arcivescovo di Malines-Bruxelles. E probabilmente, sapendo quanto fosse pignolo papa Ratzinger in tema di scelte episcopali, avrà avuto le sue buone ragioni.

Sempre sostenendo che lui, gradito a Dio in virtù della fonte delle sue erezioni, debba potersi sposare con chiunque voglia mentre sarebbe importantissimo impedire a due gay di poter suggellare il loro amore davanti a Dio, l'integralista Tosatti :

Ma De Kesel non si è limitato a questo. Nell’incontro, come hanno riportato non pochi giornali del Paese, il cardinale avrebbe detto di voler riflettere a una qualche forma di celebrazione di preghiera per dare un sigillo religioso a una relazione omosessuale. Inutile dire che seguendo questo modo di pensare il porporato entra in diretto contrasto sia con quello che insegna la Chiesa cattolica, sia anche – pare – con quello che afferma il Pontefice regnante.

Gesù diuceva che Dio è amore. Tosatti dice che Dio è odio.
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