Mario Adinolfi grida alla censura contro il suo caporedattore che paragonava i medici dell'Alder Hey Hospital ad Hitler



Mario Adinolfi non ha intenzione di smettere di sciaccallare il corpo senza vita di Alfie Evans. Nel suo nome chiede che si impedisca di garantire il rispetto dei diritti dei bambini quando un genitore non sembra capace di decidere nel suo interesse. È quanto accade anche in Italia quando, ad esempio, un bambino leucemico ha come genitori dei testimoni di Geova che non acconsentono ad una trasfusione di sangue: l'ospedale si rivolge ad un giudice, il giudice toglie la patria podestà ai genitori e permette la trasfusione che salverà la vita al piccolo.
Questo meccanismo è lo stesso concetto che ha portato i giudici inglesi a sostenere che la richiesta di prolungamento dell'agonia di Alfie Evans fosse una violazione del diritto primario del minore ad una morte dignitosa, dato che non esisteva cura e quell'inutile sofferenza veniva inflitta da macchinari che pompavano artificialmente l'aria nei polmoni di un bambino cieco, sordo e con il cervello devastato.
Ma dato che Adinofli ama sostenere che un genitore debba poter infliggere ciò che vuole ai propri figli anche a rischio della loro vita (si pensi alla sua promozione della fantomatiche "terapie riparative" che risultano provata causa di numerosi suicidi tra adolescenti) ecco che quel bambino gli serve per cercare di impedire qualunque forma di autodeterminazione o di diritti per i minorenni. Quindi si mente e si giura il falso per cercare di convincere l'opinione pubblica che la libertà sia un'idiozia dato che Adinolfi potrebbe tranquillamente imporre le sue scelte agli altri per assicurarsi che nessuno possa avere opinioni diverse dalle sue.

Ricorrendo al bieco vittimismo tipico del personaggio e all'uso del nazismo come strumento per creare paura, dalla sua pagina Facebook giura che la morte di Alfie Evans sarebbe stata eutanasia e che la si possa paragonare all'opera di Hitler:



Peccato che la sua ricostruzione neghi il principio della decisione assunta nel caso di Alfie Evans. Una decisione da cui lui potrà anche dissentire, ma che di certo non può cercare di criticare raccontando false ideologie create ad uso e consumo di chi evidentemente pesa di non avere argomentazioni vere per poter contrastare la realtà dei fatti. Quindi si mente, si usa la propaganda e si giura che la morte naturale sua offesa al suo desiderio si sostituirsi a Dio quando esige che l'agonia altrui sia prolungata a beneficio del suo conto corrente.
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