Mentre Adinolfi prega contro i gay, cresce il numero di vescovi che si oppongono all'omofobia



Nonostante Mario Adinofli ami raccontare che lui sarebbe «cristiano» e che la sua inumana ferocia contro le minoranze sarebbe un atto gradito a Dio, finalmente qualcosa si sta muovendo anche nel clero. In fin dei conti non è difficile comprendere come l'attacco sferrato alla Chiesa Cattolica dal fondamentalismo sia ciò che allontana i giovani da una religione che vien percepita come un guazzabuglio di dogmi ideologici che viene vomitato da personaggi carnevaleschi contro la libertà altrui. Adinolfi ne è l'emblema, tronfio nel suo condannare i divorziati o nel voler decidere come debbano essere le famiglie altrui mentre i suoi stessi dogmi non dovrebbero permettergli di copulare con una giovanissima donna che non è l'unica moglie che ha sposato dinnanzi a Dio.
Un primo stop alla sua ideologia è giunta dal vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, il quale ha deciso di invitare il guardiano del convento dei frati cappuccini ad annullare «l'adorazione eucaristica in riparazione al Gay Pride» che i seguaci di Adinolfi avevano organizzato nella loro chiesa.

Intanto Corrado Lorefice, arcivescovo metropolita di Palermo, ha scritto una preghiera che è stata letta al termine termine delle messe festive del 12 e 13 maggio, nella quale si deplorano con fermezza le «espressioni malevole e azioni violente» nei riguardi delle persone omosessuali, si invoca per i cristiani un’adesione «alla grazia dell'Evangelo, perché testimonino e annuncino, con audacia profetica, l'incondizionato rispetto dovuto ad ogni persona e denuncino ogni forma di discriminazione ed emarginazione».
Inoltre, il 17 maggio alle 19 in Piazza Politeama, ci sarà una veglia di preghiera ed una fiaccolata contro l'omofobia appoggiata dal vescovo presso la Parrocchia di Santa Lucia al Borgo.

A Reggio Emilia, tra le proteste del fondamentalismo cattolico si svolgerà seconda edizione della veglia di preghiera per il superamento dell’omofobia. L'appuntamento è per il 20 maggio presso la parrocchia di Regina Pacis. L'iniziativa è stata fortemente voluta da don Paolo Cugini e vedrà la contrapposizione di un fantomatico "gruppo di preghiera" che ha già annunciato di voler pregare «in riparazione» alla veglia per il contrasto dell'omofobia. In altre parole, pregheranno per l'omofobia e per la persecuzione dei gay.

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