Ora Savarse paragona la legalizzazione dell'aborto ai lager nazisti e chiede la revoca dell'ospedalizzazione gratuita per le donne



Filippo Savarese si mostra tutto tronfio per aver fatto ciò che il suo padrone gli ha ordinato di fare: promuover l'odio omofobico al fine di racimolare un numero sufficienti di proseliti per poter aggredire ogni altro diritto civile che non permetta al fondamentalismo cattolico di governare ogni fase della vita: vogliono decidere come si debba nascere, come si debba vivere, chi si debba amare e come si debba morire.
Il suo ufficio stampa sta diramando comunicati stampa in cui Savarese si vanta di aver offeso sufficienti donne da essere riuscito ad ottenere spazio sui media. Il virtù di come lui chieda che le bambine siano addestrate alla sottomissione al maschio e che sarebbe Dio ad aver sancito che la donna serva solo a fare figli, dichiara: «Il 40° anniversario della Legge 194 sull'aborto passerà alla storia come l'anno del grande risveglio dell'anima pro-life italiana».
Se resta opinabile indicare con il termine «pro-life» chi si batte per far morire a casa loro i bambini di colore o per tentare di privare i bambini inglesi dalle loro tutele giuridiche in virtù di come Savarese avrebbe voluto gustarsi un sadico prolungamento della loro agonia, il fondamentalista si vanta di come i responsabili della CitizenGO abbiano distribuito 500 riproduzioni esatte del manifesto che sminuiva il dramma del femminicidio per ricondurlo arbitrariamente alle uniche tematiche che importano a lui e ai suoi finanziatori: la donna non deve poter scegliere dato che l'uomo deve imporle l'obbligo di partorire.

Grazie ai fondi con cui il patriarcato russo finanzia la lobby di Arsuaga, la CitizienGO annuncia «l'apertura di una grande stagione di convegni ed eventi territoriali in tutta Italia, definita Operazione Rinascita, per raccontare la verità sull'aborto e sulla Vita nascente, sugli effetti devastanti per la salute delle donne e della stessa tenuta demografica, sociale ed economica dell'Italia».
In quel patetismo e in quel costante tentativo di cambiare il senso alle parole, Savarese dichiara anche: «Verrà il giorno in cui ci chiederemo come si sia potuto rendere legale l'aborto allo stesso modo di come ci chiediamo come siano stati possibili i Lager e i Gulag».
A detta sua, in futuro la gente lo ringrazierà anche per essersi battuto contro i diritti dei gay, contro una sana educazione sessuale nelle scuole, contro i diritti delle donne, contro le famiglie non conformi ai suoi dogmi e per la sua promozione dell'odio contro gli stranieri e chi nasce in Italia da genitori a lui sgraditi.
Tre le rivendicazioni che Filippo Savarese ha sostenuto alla marcia forzanovista di Roma (appoggiata anche da Lega e Fratelli d'Italia) c'è la richiesta di abrogare la legge 194 e di revocare tutti i fondi che permettono alle donne di accedere alla ospedalizzazione gratuita. Chiede il carcere per chi abortisce e per i medici che permettono l'aborto.
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