Papa Francesco chiude le porte dei seminari ai gay: «Nel dubbio, meglio che non entrino»



Dinnanzi ai vescovi italiani, Papa Francesco avrebbe  tentato di far ricadere sui gay la colpa degli scandali che hanno colpito la Chiesa.
Nonostante il John Jay College abbia condotto uno studio che «ha evidenziato come non esista alcuna prova statistica che i preti gay abusino i minori più dei preti eterosessuali», sembra che Francesco abbia preferito abbracciate le menzogne di Adinolfi e di altri fondamentalisti al fine di cercare di negare le proprie responsabilità e farle ricadere su un gruppo sociale già ampiamente colpito dall'omofobia del clero.
Negando l'esistenza stessa dell'omosessualità e preferendo parlare di «persone che praticano l'omosessualità», è parlando della loro presenza nei seminari che il pontefice se n'è uscito dicendo: «Nel dubbio, meglio che non entrino».
L'eterosessualità sarà dunque richiesta a chi fa voto di castità, ponendosi come barriera per l'ammissione al sacerdozio o alle case di formazione per diventare preti. E, naturalmente, sarà fatto divieto ipotizzare che forse è proprio quella castità e quella sessualità contro-natura la causa che porta un numero inaccettabili di preti a compiere simili violenze, di fatto confermando come quegli abusi sia solo un tentativo di predominio da parte di persone sessualmente represse che non sono capaci di poter avere una relazione sana con le proprie pulsioni (tant'è che i pedofili eterosessuali prediligono la sodomizzazione di un maschio in virtù di come tale atto sia socialmente ritenuto più umiliante per la vittima. Se poi si vuol sostenere altro, prima di ricorrere al pregiudizio, forse sarebbe opportuno tentare smentire una ricerca scientifica che dice ben altro).
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