Provita attacca l'università di Gevova perché patrocinerà il Pride (e incita a votare a destra, perché Salvini non li patrocinerà di certo)



Gran parte della propaganda promossa dall'organizzazione politica di Toni Brandi si basa sulla creazione di false contrapposizioni.
Non contento dell'abusare del sentimento religioso con il suo sostenere che a Dio farebbe schifo l'amore e che alla Madonna piaccia vedere i fondamentalisti che promuovono omofobia, xenofobia, razzismo e misoginia nel suo nome, la sua organizzazione non perde occasione per giurare che qualunque forma di rispetto verso il prossimo debba essere intesa come un'attacco alla supremazia del modello unico promosso dal loro leader: un maschio, una o più mogli da poter trattare alla stregua di schiave ed eventuali figli di cui poter disporre a proprio piacimento (anche contro il loro interesse, come chiesero fosse fatto al povero Alfie Evans).

Girando su Dio che un patrocinio ad un Pride sarebbe da intendersi come una minaccia ad una fantomatica "famiglia tradizionale" che lui chiama "naturale" al solo fine di modificare il senso dell'articolo 26 della nostra Costituzione, scrive:



Insomma, Brandi esige che le universalità siano spazio alle sue rivendicazioni. Dice che il suo odio debba essere inteso come "libertà di espressione" mentre parla di "censura" dinnanzi agli atenei che non gli spalancano le porte. Poi scrive simili proclami per chiedere sia censurata la vita e la dignità di migliaia di persone che risultano a lui sgraditi.

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