Sorrento. Il sindaco vieta la celebrazione di unioni civili gay nel Chiostro di S. Francesco



Nel secondo anniversario della legge sulle Unioni Civili, da Sorrento giunge notizia che il sindaco abbia deciso di vietare la celebrazioni delle unioni civili gay nel Chiostro di S. Francesco, nonostante il sito sia di proprietà del comune e vi si celebrano centinaia di riti non religiosi.
Alla base della decisione c'è la teoria integralista volta a sostenere che Dio sia omofoboe  che l'amore delle famiglie gay sia contrario alla religione.

Vincenzo e Beto avrebbero voluto celebrare la loro unione nel sito comunale, ma il Sindaco ha inviato via mail il suo rifiuto. «Mi è crollato il mondo addosso -spiegano. sono due anni che la legge Cirinnà ha stabilito uguaglianza tra i cittadini e mi sono molto meravigliato che una città internazionale come Sorrento possa avere queste riserve [...] l comune di Sorrento fa parte dello Stato italiano e non del Vaticano. C'eravamo informati prima, lì si celebrano tantissimi matrimoni civili e non religiosi, perché a noi è stato vietato? Rivendichiamo gli stessi diritti degli altri cittadini. Ci sono state battaglie e fortunatamente grazie alla legge Cirinnà è stato stabilito un diritto di uguaglianza.».
Il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, dichiara: «Abbiamo detto no perché, anche se il chiostro di San Francesco è di proprietà del comune, è attiguo al monastero francescano e non mi è sembrato opportuno celebrare questo tipo di unione. Siamo disponibili negli altri luoghi da noi utilizzati come il Museo Correale, Villa Fiorentino e il comune stesso».
Da prassi, la legge dello stato e i diritti dei cittadini paiono secondari ai progetti discriminatori degli integralisti, ossia di gente che pretende di poter accedere a quei siti mentre esige li si vieti agli altri.
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