Strumentalizzato il femminicidio, la CitizienGO usa pure l'omofobia per la sua propaganda antiabortista



Sembra uno scherzo, ma l'organizzazione integralista di Ignacio Arsuaga (finanziata dal patriarcato di Mosca) ha deciso di lanciare alcuni manifesti per la criminalizzazione dell'aborto in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia. La stessa omofoba che la sua gente ama promuovere.
Il loro dipendente italiano, Filippo Savarese, continua a sbraitare istericamente che a lui non gliene frega nulla delle regole civili che tutelano la dignità della persona, rivendicando la possibilità di poter dire qualunque cosa gli passi nella mente nel nome della su personalissima interpretazione della «liberà di parola».
Nei comunicati stampa diramati dal suo ufficio stampa, il dipendente di Ignacio Arsuaga condanna la rimozione dei manifesti in cui insultava le donne e parla di «censura politica», di «attacco senza precedenti alla libertà di espressione», di una «violazione delle libertà costituzionali» e di «un regime di pensiero. Tutto questo in nome di come lui non tolleri un regolamento comunale che vieta manifesti «il cui contenuto sia lesivo del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche».
Se i termini da lui utilizzati sono un evergreen della propaganda integralista e del loro ossessivo tentativo di fomentare paure, interessante è anche come il suo comunicato stampa dimezzi l'articolo del regolamento di legge per nascondere che le tutele rivolte agli altri sono le medesime di cui godono i cristiani in virtù del loro credo.

Ma è un punto particolare del suo comunicato a lasciare sbigottiti. Dopo aver sminuito il dramma del femminicio ed aver tentato di ricondurlo alla sua crociata contro la libertà di scelta della donna, ora sono i gay ad essere finiti al centro della sua bieca strumentalizzazione. Nel suo proclamo, scrive:

Ma CitizenGO come promesso non si arrende, ed annuncia già la nuova campagna, con nuovi manifesti ed immagini sui social, sempre sotto l’hashtag #stopaborto, questa volta in occasione del 17 maggio, Giornata Internazionale contro l’Omofobia. Manifesti su cui campeggia una coppia che attende l’arrivo di un bambino e lo slogan “I diritti civili nascono nel grembo materno.”. Per ricordare coloro che i diritti civili non li hanno mai avuti: i bambini abortiti.

Esatto, un organizzazione integralista che si batte contro i diritti dei gay e che organizza tour di promozione transofobica per le città italiane pare non farsi problemi a calpestare il dramma dell'omofobia per promuovere pretese completamente avulse dal tema. Il tutto in quel meccanismo mefistofelico in cui si vuole togliere dignità ad un femminicdio che loro dicono di non vedere (e come potrebbero, dato che amano citare Paolo di Tarso come presto per promuovere la sottomissione femminile) o quell'omofobia che loro sono i primi a promuovere in virtà di come Savarese dica che i suoi coiti debbano garantirgli privilegi sociali e giuridici.Si citano i diritti civili senza cognizione di causa, forse dimenticandosi di come Savarese si batta per negare dignità alle famiglie, agli affetti e alle vite di tutti quei bambini che non dovessero risultare conformi al suo volere, spesso pretendendo la possibilità di vietare la felicità agli altri in nome di come lui si professi "offeso" da chi non subisce in silenzio.pelle delle loro vittime.
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