Tra insulti e polemiche contro la curia, gli adonolfiniani annullano la loro preghiera contro i gay



I seguaci di Mario Adinolfi non si limitano ad offendere e denigrare interi gruppi sociali, amano anche accusarli di fantomatiche «minacce» finalizzate a cercare di dipingersi come martiri dinnanzi a chi non tace di fronte alle loro ossessive provocazioni. Inutile notare che siano proprio loro a minacciare intere vite o a promuovere fantomatiche "terapie" che possano spingere i giovani gay al suicidio, mentre l'assenza di denunce alla procura ce li dipinge mentre raccontano fantomativi eventi che paiono esistere solo nei loro proclami.

Dopo le polemiche, la setta omofoba guidata da Mario Adinolfi ha annullato la blasfema «adorazione eucaristica in riparazione al gay pride» che li avrebbe visti chiedere scusa a Dio se i gay non si sono ingroppati un paio di mogli come il loro leader Adinolfi o se incoraggiano il sesso protetto mentre Adinoldi dice di preferire che i giovani pratichino il sesso bareback a rischio della loro stessa vita.

In un comunicato stampa, il "Popolo della famiglia" ringrazia il convento dei frati Cappuccini di Bergamo che aveva dato ospotalità al loro odio:

Il Coordinamento provinciale del Popolo della Famiglia (PDF) di Bergamo, ringrazia i Padri Cappuccini di Bergamo per la loro disponibilità manifestata ogni volta che i laici hanno desiderato esprimere con la preghiera e iniziative culturali il sostegno ai valori cristiani fondamentali. Esprime solidarietà a chi ha subito intimidazioni e offese, sempre anonime secondo una vile consuetudine, per aver promosso e sostenuto l'iniziativa.

Insomma, ci dicono che il comvento debba essere ritenuto responsabile di un contributo alla loro ideologia anti-gay, giurando che i «valori cristiani» debbano essere intesi come sinonimo di omifobia, razzismo e misoginia.

Ne loro prockamo politico, i seguaci di Adinolfi affermano anche:

Il PDF, poiché non si può restare silenziosi di fronte alla violazione dei valori costituivi dell'essere umano, ha ritenuto opportuno proporre l'iniziativa dell'ora di riparazione per il Gay Pride di Bergamo.
Tuttavia, dal momento che ha a cuore l'importanza di un confronto sereno e costruttivo, schietto e deciso, a cominciare con la propria Comunità ecclesiale, per il senso di responsabilità che nutre nei confronti della diocesi di Bergamo, ha ritenuto opportuno annullare l'iniziativa, fatto che non impedirà di proseguire il proprio impegno a tutela e salvaguardia della vita e della famiglia.
Viviamo in un tempo nel quale le verità più elementari riguardo la vita sono poste in discussione da chi nega i diritti naturali più elementari, desidera la riduzione delle persone a oggetto e merce, professa la cultura della morte e abbraccia il nichilismo.
Vengono alla mente le parole di una preveggenza straordinaria di G.K. Chesterton, il grande scrittore convertito dall'Anglicanesimo al Cattolicesimo, scritte nel 1905: “La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto. S'avvicina il tempo –e per alcuni è già venuto –in cui una vita normale, una vita da onest'uomo, richiederà sforzi da eroe”.
Il PDF coglie l'occasione per invitare tutti a una profonda riflessione sulla vicenda, a interrogarsi sull'importanza della libertà di pensiero e di espressione sancita dal dettato costituzionale, a impegnarsi perché la cultura della morte non abbia il sopravvento.

Tradotto: dato che Adinolfi dice che i coiti vaginali dei maschi bianchi debbano essere intesi come un merito gradito a Dio, i suoi seguaci faranno di tutto per danneggiare chiunque amore non sia conforme al modello "ariano" teorizzato dal loro leader. Ed è così che Dio viene ossessivamente citato come pretesto al pregiudizio.
Il tutto mentre si cerca di sostenere che l'odio sia una lecita "opinione" che deve poter essere espressa a danno del prossimo. Ci sarebbe da chiedersi quanto Papa Francesco voglia attendere per scomunicare quei fondamentalisti che stanno distruggendo l'immagine della Chiesa per un profitto personale e palesemente anti-cristiano.
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