Costanza Miriano difende Fontana e rilancia: è colpa dei gay se gli etero non fanno figli



Nel suo Mein Kampf, Adolf Hitler teorizzava un'eterna lotta tra le razze per la supremazia. Diceva che la guerra fosse l'espressione naturale e necessaria di questa lotta in cui il vincitore, cioè la razza più forte, avesse il diritto di dominare sulle altre. A detta sua, l'unico scopo dello stato era quello di mantenere sana e pura la razza in modo da creare le migliori condizioni per la lotta per la supremazia, cioè per la guerra. E la guerra veniva indicata come l'unica cosa che potesse dare un senso più nobile all'esistenza di un popolo.

L'ideologia promossa da Costanza Miriano ha molte analogia con quella di Hitler, basandosi sul suo sostenere che le famiglie gay e quelle eterosessuali non possano coesistere. In nome di quella falsa contrapposizione, la signora inneggia alla «battaglia» che possa privare interi gruppi sociali dalla pari dignità, intenzionata a rivendicare quello che lei sostiene sarebbe la supremazia del suo orientamento sessuale. Naturalmente non trascura di sostenere che lei faccia tutto questo per volere di Dio, esattamente come sostenevano i nazisti col loro Gott mit uns.

Intenzionata a prendere le difese dell'omofobia del ministro leghista Lorenzo Fontana, è dal suo blog che la fondamentalista inizia a raccontare le sue solite bugie:

[Fontana] ha semplicemente chiarito un dato di fatto: le famiglie “arcobaleno” (in realtà monocolore) non esistono perché neppure la legge Cirinnà osa definire famiglie due uomini e due donne che non possono generare la vita – li chiama “specifica formazione sociale ” – e non esistono neanche nella nostra legislazione perché le persone possono fare tutto quello che vogliono in privato ma non possono legalmente comprare bambini, affittare uteri e dichiararsi padri o madri di figli che non sono i loro (come non lo può fare nessuna persona anche eterosessuale che non sia unita stabilmente a una dell’altro sesso, e che non abbia superato un lungo iter grazie al quale un magistrato lo abbia valutato idoneo, e uno dei criteri di buon senso è che un bambino sia affidato a un padre e a una madre).

Se la signora Miriano ama usare termini che disprezzino le vite e le famiglia altrui, omette di raccontare che lei non ha problemi con quella maggioranza di eterosessuali che ricorrono alla gpa, magari anche in paesi come la Russia in cui le donne sono davvero sfruttate.
Poi, negando, la realtà scientifica e sostenendo che la sua ideologia debba essere ritenuta «buonsenso» attraverso un ricorso allo slogan su cui Matteo Salvini ha basato la propria campagna elettorale, la Mitriano giura su Dio che i bambini debbano poter essere adottati solo da famiglia eterosessuali dato che l'orientamento sessuale dei genitori importerebbe più dell'educazione o dell'affetto dato ai figli.
Naturalmente spergiura anche che «è una bufala che ci siano tanti bambini negli orfanotrofi e tanti generosi omosessuali pronti ad accoglierli». Peccato che la sua teoria non si spieghi perché gli orfanotrofi non siano vuoti se lei dice che quei bambini non esistano come vorrebbe non esistessero quelle famiglie che lei non vuole vedere.

L'articolo è talmente lungo e insignificante da non meritare ulteriori perdite di tempo, ma degno di nota è un passaggio tragicomico in cui la fondamentalista si mette a sostenere che sia colpa dei gay se gli etero non fanno figli::

Nel frattempo, mentre i governi di tutta Europa spendono la loro credibilità per obbedire ai diktat lgbt imposti dall’Europa – a Tirana campeggia una bandiera lgbt in piazza Skanderberg: ce lo chiede l’Europa come condizione per entrare, dicono gli albanesi – le famiglie sono penalizzate fiscalmente, tanto che sempre più coppie si separano per finta, per godere dei benefici fiscali, fanno sempre meno figli (non è principalmente un problema economico ma certo qualche aiuto gioverebbe) e quelli che ci sono non riescono a uscire fuori di casa per la disoccupazione e il costo degli immobili. Sono loro, le famiglie, le vere invisibili. E la cultura radical è nemica della famiglia per una complessa serie di motivi culturali ed economici, per cui si vuole a tutti i costi impedire che il nuovo governo se ne occupi. Qualunque cosa avesse detto Fontana, sarebbe partito il tiro al bersaglio.

Qui ritroviamo tutta la ferocia della sua propaganda. Giura che l'Europa è cattiva e chiede una tolleranza che lei dice sia ovvio nessuno voglia dato che un etero non possa non odiare i gay. Ed è ai gay che dà la colpa della mancata natalità, dicendo che se fossero discriminati gli affitti costerebbero meno e ci sarebbero più posti di lavoro.
Gli altri non sono sposati. Gli altri non sono degni di avere figli. Gli altri devono essere considerati inferiori a lei in virtù di come lei rivendichi la sua presunta supremazia.
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