Mondiali Russia 2018: si registra la prima aggressione contro una coppia gay. Una vittima ha riportato danni celebrali



Inizia oggi la Coppa del Mondo che si disputa in Russia, in un Paese altamente intollerante verso le persone gay e verso i diritti umani nella loro interezza. Se il gruppo di attivisti LGBT Pride in Football ha ricevuto numerose minacce di morte in cui si affermava che tutti i tifosi gay che fossero andati a vedere la partite sarebbero stati «individuati e pugnalati», il governo consiglia ai gay nascondere la loro sessualità in pubblico in virtù delle conseguenze che potrebbero derivare dalle loro politiche di promozione dell'omofobia.

Una prima aggressione si è già verificata. Una coppia gay che si era recata in Russia per tifare per la Francia ed è stata vittima di una brutale aggressione verificatasi a San Pietroburgo. Gli squadristi omofobi li avrebbero identificati in virtù di come avessero preso insieme un taxi. E
Picchiati brutalmente e derubati da soldi e telefono, sono stati trasportati all'ospedale dove i medici hanno appurato come i danni ad una delle vittime saranno permanenti: a O. Davrius è stata riscontrata una contusione cerebrale e una lesione craniocerebrale aperta, oltre a una frattura della mascella superiore.
Due uomini, dall'età di circa 20 anni, sono stati arrestati in relazione all'aggressione. Si tratta di Ismet Gaidarov e Rasul Magomedov.

I crimini di odio contro le persone lgbt sono raddoppiati da quando la Russia ha creato una legge che vieta la cosiddetta "propaganda dei rapporti sessuali non tradizionali" nei confronti dei minori. La norma, introdotta nel 2013, è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo anche se il leghista Salvini sostiene che tali violazioni non siano un motivo valido per giustificare delle sanzioni economiche nel confronti di Putin.
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