Professore bullizzato dagli studenti perché ritenuto gay: finisce in ospedale nell'indifferenza di preside e carabinieri



«Ma è vero che sei gay?». È con questa domanda che un gruppo di studenti di una scuola media del Basso Salento hanno iniziato a bullizzare il loro insegnante.
Dagli insulti si è passati a veri e proprie aggregazioni fisiche o armati di coltelli, convinti che sia normale aggredire chi è accusato di essere gay. Chissà se a formargli quell'idea non abbiano contribuito un ministro Fontana che attacca le famiglie gay o quel Mario Adinolfi che viene invitato in televisione prché fa audience vederlo agitarsi mentre sbraita che lui non tollera che due gay possano essere lasciati liberi di vivere in pace la loro vita.
Il professore, timido e riservato, si è dovuto allontanare dalla scuola a causa di una depressione scaturita da quelle violenze. I fatti erano stati formalizzati in due denunce presentate a una stazione dei carabinieri e in una diffida inviata al dirigente scolastico della scuola in cui si chiedevano provvedimenti per porre fine alle continue brutalità. Ma nessuno ha mosso un dito mentre l'uomo è arrivato al ricovero ospedaliero e al riconoscimento della Legge 104 per motivi di salute. Ad accompagnarlo c'era solo il padre, 74enne, mentre chi avrebbe dovuto agire è stato in disparte.
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