C'è chi confeziona fake-news sulla morte dei bambini e chi ride dinnanzi ai loro cadaveri



Nel mondo di Matteo Salvini, chi ha il 17% deve poter parlare a nome del «popolo italiano» e se a Pontida va un 30% di chi ha partecipato al Milano Pride, si può sostenere che non vi sia dubbio alcuno sul fatto che quella sarebbe «la maggioranza». Chissà, avesse studiato al posto di giocare a fare il «comunista padano» al Leoncavallo, forse saprebbe che 30 è meno di 100.
Fiero di essere invocato da chiunque cerchi legittimizzazioni all'odio e silente quando i suoi militanti firmano i loro elogi con svastiche, sta trascinando l'Italia in un baratro dell'inumanità. L'ultimo atto è il voler impedire i rifornimenti alle navi che salvano vite umane nel Mediterraneo, compiacendosi di quanto sia facile accaparrarsi i voti di quelli che vanno a messa mentre si augurano che altri possano crepare in mare o torturato in Libia purché siano tenuto lontano dal loro orticello.
Si prospettano tempi duri, con un elettorato che pare incapace persino di comprendere che i proclami di Salvini sono fini a sé stessi. Sino a quando non modificherà la legge leghista che impone a tutti i migranti di dichiararsi rifugiati o sino a quando non ritirerà la legge europea da lui votata che impone agli stati di farsi carico dei richiedenti asilo, è evidente che nulla cambierà. Ora sta solo cercando voti attraverso atti di mero bullismo contro i più deboli, ma non sta facendo nulla perché le cose possano cambiate, forse conscio di come il problema che lui ha creato è una vera e propria miniera d'oro in un Paese in cui c'è chi crede agli slogan senza preoccuparsi dei fatti.

A questo punto nasce un problema quando la cronaca racconta fatti che rischiano di influenzare l'opinione pubblica contro la propaganda. Ed è qui che entrano in gioco le fake-news. Se c'è chi crede alla fantomatica «ideologia gender», allora significa che c'è gente disposta a credere davvero a qualunque cosa. E se gli slogan fanno più presa dei fatti, allora perché non creare fatti basati sugli slogan?
I corpi di alcuni bambini morti sono stati ripescati il 29 giugno scorso sulle coste della Libia, ma dato che il Pillon di turno dice di voler «difendere» i bambini mentre difende solo le politiche che rischiano di causarne la morte, ecco che qualcuno crea la falsa notizia in cui quei cadaveri diventano «balmbolotti» messi lì da Soros per cercare di impedire che il prode Salvini possa difendere i sacri confini d'Italia dall'invasore islamico. Si dia spazio a chi va in chiesa e bolla come «buonisti» quelli che mettono in pratica l'invito all'accoglienza di Gesù al posto di brandire dei crocefissi quasi fossero oggetti d'offesa.
Ed è così che su Facebook sono state diffuse alcune finte immagini che tentano di sostenere che quelle immani sarebbero state create in uno studio cinematografico. Alcuni cerchietti inseriti sulla fotografia parrebbero voler sostenere che il piede di un uomo o l'ombra sul collo di un'altro sarebbero poco credibili. Repubblica smonta tale tesi mostrando come il loro fotomontaggio sia assai meno credibile delle fotografie contestate, così come David Puente ha reperito un video che lascia assai poco spazio alle teorie complottiste.
Se in questo caso c'è del dolo da parte di chi non ha remote utilizzare Photoshop, nell'era delle mille immagini digitali sarebbe doveroso tenere sempre presente che un'immagine decontestualizzata non può mai essere ritenuta una prova esaustiva anche se c'è chi ha interessi a farlo credere. Ad esempio qui sotto vediamo il principe William ripreso nel medesimo istante da due angolazioni diverse: quello che in una foto sembra una persona volgare, nell'altra non è altro che un padre che annuncia al mondo di avere tre figli.



Tornando ai complottisti di Soros, in altri messaggi c'è chi dice che le braccia dei bambini non sarebbero morbide come loro si saprebbero aspettati, forse ignorando come funzioni il rigor mortis (un processo peraltro accelerato se si è immersi in acqua marina). C'è pure chi pare ignorare che in Africa non siano tutti necessariamente neri. E anche se fosse, David Puente prova a spiegare che in acqua si verifica un fenomeno denominato di "saponificazione dei tessuti" che provoca lo sbiancamento della pelle.
Tralasciando che deride i cadaveri dei bambini morti, pare ormai chiaro che non esiste più una realtà, esiste un repost di chi ci propina quello che vorremmo fosse. C'è il crimine impunito di chi inscatola teorie che si prestino al proprio tornaconto e chi si occupa di renderle virali perché sennò Salvini non potrà continuare a prometterli che la basterà far star peggio gli altri per sentirsi meno mediocri.
Nel mondo leghista di Pillon, le erezioni vengono dipinte come meriti da finanziare con denaro pubblico. Salvini promette che si avrà profitto dall'essere nati in un luogo meno povero di altri. Adinolfi spergiura che la poligamia piaccia alla Madonna se si è omofobi. Fontana dice che la tua famiglia avrà maggiori privilegi di chi non piace ai neonazisti. Chi è assuefatto all'idea che basti alzare la voce per illudersi valere più degli altri, potrà mai sentirsi frenato nel deridere la morte dei figli altrui pur di convincersi che la sua bolla di sapone sia eterna? O forse preferirà commentare immagini di bambini morti con frasi come: «Il cicciobello negher non lo avevo ancora visto ahahaha».

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