Contro il matrimonio egualitario, spuntano manifesti anti-gay davanti alle chiese evangeliche



È grave come l'omofobia dei gruppi religiosi sia tale da venir ormai data per scontata. All'indomani dell'annuncio di come la nuova Costituzione di Cuba introdurrà il matrimonio egualitario, davanti alle chiese evangeliche hanno fatto la loro comparsa dei manifesti che incitano all'odio contro i gay.
Un atto di pura aggressione che nega il buonsenso. Se davvero credi che il tuo Dio sia omofobo e misogino, è pur vero che la libertà di opinione ti permette di pensarlo e la tua libertà di garantisce di poter scegliere di unirti in matrimonio con chi sia conforme ai dogmi di Gandolfini. Ma nel momento stesso in cui pretendi di poter fare ciò che vuoi mentre esigi che ad altri sia tolta pari dignità sociale sulla base dei tuoi pregiudizi, quella non è opinione: è una violenza. È il tipico atteggiamento basato sull'egoismo di chi dice che i dogmi vadano bene solo quando tolgono qualcosa agli altri, dato che finché si sta bene e non si ha bisogno di altro, gli altri possono anche morire (esattamente come sostiene Pillon nei confronti di quei migranti che non ha piacere vengano soccorsi in mare. Lui non è in guerra. Lui non è perseguitato. Dunque perché occuparsi degli altri se teme che il loro futuro possa arrecargli disturbo mentre va in chiesa a ringraziare Dio di averlo fatto migliore degli altri?).

A guidare la nuova crociata anti-gay di Cuba (non fossero bastate le persecuzioni del passato) troviamo cinque denominazioni: la Lega evangelica cubana, la Convenzione battista occidentale, la Convenzione battista orientale, la Chiesa metodista cubana e le Assemblee di Dio Chiesa evangelica. A detta loro, il matrimonio non avrebbe valore civile dato che si tratterebbe di «un'istituzione divina creata da Dio e che è esclusivamente un'unione tra un uomo e una donna».
In una lettera inviata ai fedeli, le cinque chiese sostengono anche che il matrimonio egualitario non abbia spazio nei paesi comunisti, citando la Cina, il Vietnam e persino la Corea del Nord come esempi a cui ispirarsi.
Dinnanzi alle chiese sono stati affissi manifesti raffiguranti un uomo e una donna accompagnati dallo slogan: "Sono favorevole al disegno originale - la famiglia come Dio l'ha creata". Evidentemente gli imperscrutabili progetti di Dio diventano evidenze note al primo pretuncolo che passa quando il suo nome viene citato per fomentare discriminazione e per distruggere intere famiglie.
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