Giorgia Meloni sfotte la disabilità di Juncker



Dopo aver deriso chi sta dalla parte dei 600 migranti morti nel Mediterraneo nell'ultimo mese, Giorgia Meloni si è messa a deridere la disabilità. In fondo, dopo le politiche contro stranieri, rom e gay, mancavano solo i disabili per riportare in vita il nazismo.

Utilizzando parole indegne, la leader di Fratelli d'Italia scrive:



Quello che la sedicente «cristiana» bolla come un «ubriacone sorretto da due persone per evitare che stramazzi al suolo» è un uomo che soffre di una discopatia traumatica con compressione delle radici nervose a seguito di un incidente avvenuto anni fa. Accusarlo di essere ubriaco o ironizzare sulle patologie qualifica la signora come un essere privo di etica che tenta di scimmiottare il bullismo di Salvini nella speranza che la promozione dell'odio possa portarle voti. E poi ci lamentiamo del bullismo nelle scuole mentre la classe politica lo insegna ai nostri figli?

Curioso è come a macchiarsi di tale abominio sia quella stessa donna che piagnucolò di sentirsi toccata nel suo intimo quando qualcuno ironizzò sul suo essersi dichiarata incinta e senza marito ad una convention integralista come il "family day" di Massimo Gandolfini.
Peccato che un uomo in sedia a rotelle che si alza sulle sue gambe meriterebbe ammirazione, non certo le insinuazioni ideologiche di una bulletta di periferia dalla Louis Vuitton fiammante.
Se non avete capito il riferimento è perché non sapete che quella Giorgia Meloni che definisce «radical chic con il Rolex» chi sta dalla parte dei più deboli è la stessa che con i suoi 100mila euro di stipendio pubblico annuo sfoggiava la sua borsa firmata in Parlamento:

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