Il branco prende in ostaggio mamma e figlia: esigevano sesso orale perché rumene



C'è da aver paura dinnanzi all'ondata di odio che sta investendo l'Italia. In quattro hanno fatto irruzione in un bar, hanno iniziato a rompere bicchieri e suppellettili, si sono spogliati e hanno preso in ostaggio madre e figlia sostenendo che, in quanto rumene, dovessero prestarsi a fare del sesso orale. È accaduto a Sturno, in provincia di Avellino.
Con i genitali al vento, il branco ha preso di mira la proprietaria e sua figlia, di 40 e 20 anni, urlando: «Fate quello che fanno le rumene».
Le vittime hanno cercato di sottrarsi ai palpeggiamenti e al tentativo di stupro rifugiandosi dietro al bancone. Poi una delle due è riuscita a raggiungere il telefono e a chiamare i carabinieri. Solo allora gli aggressori hanno desistito, si sono rivestiti e sono scappati. Gli investigatori hanno visionato i filmati delle telecamere a circuito chiuso e sono risaliti ai responsabili: sono stati identificati e denunciati per tentata violenza sessuale, violenza privata, minacce, danneggiamento aggravato e insolvenza fraudolenta con le aggravati dalla finalità di discriminazione e odio razziale. Erano italiani e clienti abituali del locale.
Forse è meglio non domandarsi come sarebbero andate le cose se Salvini avesse fornito loro delle armi da fuoco così come promette di voler fare. Due donne minacciate le avrebbero usate? Il branco le avrebbe portate con sé per essere più convincenti?
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