Il ministro Fontana tenta di intimidire le scuole e chiede provvedimenti per chi parla di inclusione



Assistiamo a decine di aggressioni omofobe nel disinteresse delle istituzioni ma si dà peso ad ogni singolo episodio di educazione alla tolleranza sia sgradita alle lobby fondamentaliste.
Se in città c'è il Pride e degli insegnanti spiegano ai bambini che cosa sia quella manifestazione, inevitabile è l'ira di quel Massimo Gandoflini che sta cercando di mettere le sue mani sul Miur in modo da impedire qualunque forma di contrasto al sessismo, all'omofobia e al razzismo.
Ed è così che dinnanzi all'asilo di Casalecchio, in Emilia, dove alcuni bimbi di un centro estivo sono stati dipinti con i colori dell’arcobaleno per celebrare il Bologna Pride, il ministro leghista della Famiglia è tornato a promuovere odio sociale contro i gay.
Con i toni tipici del fondamentalismo anti-gay, Lorenzo Fontana ha tuonato: «Ma è possibile che si faccia una cosa del genere all’insaputa dei genitori, tra l’altro a bambini fra 1 e 5 anni? Educazione o ideologia? Adesso i buonisti e i politicamente corretti non hanno niente da dire? Quanto accaduto ci preoccupa, perché in questa vicenda sono coivolti bambini molto piccoli, sia perché l’iniziativa è stata presa all’insaputa dei genitori e, quindi, senza il loro consenso preventivo. Non si capisce quale presunto ‘criterio educativo’ sia stato adottato. Ci auguriamo quindi che sia avviato, come annunciato dalla cooperativa, un attento e doveroso approfondimento dei fatti e delle responsabilità».
Curiosamente il ministro non ha avuto nulla da dire quando un insegnante di religione ha distribuito i volantini contro l'aborto stampati dall'organizzazione forzanovista Provita per chiedere agli studenti di inventarsi nuovi slogan contro il principio di autodeterminazione delle donne.
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