Imola e la sacrilega preghiera contro i gay voluta dal vescovo. Papa Francesco continua a tacere?



Le statistiche indicano che la stragrande maggioranza dei gay si identifichi come cattolico. Basterebbe questo a sconfessare l'ideologia del vescovo di Imola che ha autorizzato una sacrilega preghiera contro i gay celebrata da don Giuseppe Giacomelli, dichiarando che lui giura nel nome di Dio che i gay debbano essere ritenuti blasfemi come le loro rivendicazioni di uguali diritti clvii.
Siamo dinnanzi ad un'evidente menzogna di un vescovo che pare bestemmiare Dio mentre racconta una verità alternativa costruita con somma malafede dal fondamentalismo. La vicenda parte da un video realizzato da un qualche fondamentalista cattolico in una piazza semivuota, sostenendo che se migliaia di manifestanti hanno partecipato ad un evento pubblico e una telecamera leghista ha filmato una bestemmia pronunciata in una piazzetta isolata, allora l'intera comunità deve essere giudicata sulla base di quell'unico gesto. Sarebbe come sostenere che Adinolfi debba essere ritenuto responsabile delle decine di bestemmie pronunciate da eterosessuali che si sentono anche solo camminando su strada, sempre non vi voglia osservare come per trovare bestemmie esplicite basterebbe scorrere la pagine Facebook dei suoi parenti più stretti.

Siamo dunque dinnanzi ad un'offesa a quella moltitudine di gay credenti che vengono diffamati da un vescovo per gesti da loro mai compiuti, condannati a morte sulla base di generalizzazioni criminali che offendono la dignità umana. E a loro si aggiunge quel 64% di cattolici favorevoli alle unioni gay, alcuni dei quali sicuramente presenti alle manifestazioni demonizzate dalla curia sulla base di una richiesta avanzata da Lega, Forza Italia e il partito di Mario Adinolfi. Siamo dunque alla politica che contamina la religione con lo scopo di usarla per creare odio sociale contro interi gruppi sociali, esattamente come accede sotto al fascismo.
Non dovremmo essere noi a spiegare al signor vescovo che la menzogna è ritenuta opera di Satana e chi se ne rende complice ne dovrà risponderne. Non siamo noi a dover spiegare che pagliacciate blasfeme come le messe di preghiera contro il creato offendono Dio e finiranno con l'allontanare altri fedeli dalle già vuote chiese. Ma siamo noi a dover alzare la voce per pretendere rispetto dinnanzi a personaggi pubblici che diffamano un'intera comunità vomitando ignobili parole che meriterebbero l'attenzione delle Procure.
Ci sarebbe da domandarsi se il vescovo non sia passibile del reato penale di diffamazione o se il suo dichiarare di voler vietare la fede a chi non ostenta eterosessualità non sia in conflitto con la libertà religiosa sancita dalla Costituzione, sempre ammesso che la sua buffonata non rientri del reato di offesa al sentimento religioso.
È ora di dire basta, perché è esasperante dover subire aggressioni e insulti gratuiti basati su gesti mai compiuti solo perché la Lega vuole guadagnare voti promuovendo l'omofobia e Gandolfini vuole distruggere la Chiesa per imporre un integralismo in cui sia lui a decidere che chi non è conforme al suo volere dev'essere eliminato e perseguitato.

Il vescovo pensa davvero che a Dio interessi più chi si ami rispetto a quanto male si sia creato nel mondo? Lo pensi pure, la Costituzione glielo permette. Ma quando per sopperire alla sua assenza di argomentazioni il signor vescovo e i fondamentalisti cristiani passano alla diffamazione, alla diffamazione e alla costante offesa altrui mediante slogan, fotografie decontestualizzate e lezioni in impariate da sedicenti "cristiani" che festeggiano ogni migrante ucciso nel Mediterraneo, quella non è più opinione: quello è un reato contro l'umanità. Quello è propaganda ispirata al nazismo e venduta a sfregio di Dio nelle chiese. Papa Francesco è davvero disposto a tollerare che simili atti possano verificarsi nelle sue chiese?

Clicca qui per leggere il proclamo pubblicato dal vescovo.
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