In centinaia di migliaia ai Pride di Milano, Perugia, Pompei e Padova



Oltre duecentocinquantamila persone hanno preso parte al Milano Pride, animando il corteo partito da Stazione Centrale e che è confluito a Porta Venezia per i discorsi politici e le attese esibizioni sul palco di Jo Squillo e di Benji e Fede. Ad aprire il corteo c'era anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, mentre la lega di Fontana ha negato il suo patrocinio.
Nell'occasione, l'assessore Majorino ha annunciato che Milano si sta preparando a condurre la più grande campagna contro l'omofobia d'Italia, finalizzata a denunciare la truffa culturale di chi apre i centralini telefonici dedicati alla fantimatica «ideologia gender».
Gabriele Piazzoni ha ricordato che non solo non si tornerà indietro sui diritti civili, ma si lavorerà per esigere sicurezza a fronte di quelle migliaia di adolescenti che ogni giorno hanno paura di andare a scuola perché resi vittima di bullismo omofobico. Si tratta dunque di difendere davvero i bambini, non come quelli che si appropriano di quel termine mentre minacciano tutti i minori che non risultano conformi al loro volere.

A Perugia, è un gruppo di migranti lgbt ad aver aperto il corteo che, per la prima volta, ha attraversato la vie cittadine. Era presenta anche un trenino delle Famiglie Arcobaleno, dimostrazione della loro esistenza a fronte del negazionismo ostentato dai ministri salviniani.
Al corteo erano presenti anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini, l’ex sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, e il vicesindaco di Gubbio, Rita Cecchetti.
Da segnalare è come tre persone posizionate sul Pincetto hanno iniziato a lanciare sassi verso i manifestanti. Gli autori del gesto sono stati identificate dalle forze dell’ordine.

Nonostante le minacce dei gruppi neofascisti e la campagna d'odio orchestrata dall'estremismo cattolico, anche a Pompei sono migliaia le persone che hanno manifestato per il centro cittadino. Tra loro anche il sottosegretario alle Pari, opportunità Vincenzo Spadafora.
Dal palco il grillono ha dichiarato: «Sono qui per testimoniare il mio sostegno e quello del Governo. So che in una parte del Governo non c'è la stessa sensibilità ma l'Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di Governo non ci sono questioni riguardanti il mondo Lgbt, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto. Nei prossimi giorni parlerò col ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, sono sicuro che non ci sono pregiudizi».
A stretto giro, Fontana ha dichiarato che il governo Salvini si baserà sulla promozione dell'omofobia e dalle sua parole pare voler negare che i 5stelle siano al governo e che il suo capo non è il nuovo duce d'Italia.

Senza patrocini regionali da parte di una politica che pare aver fatto dell'odio omofobico la propria bandiera, anche a Padova in migliaia hanno  colorato un corteo che ha attraversato il centro città. Anche in questo caso sono risultate inutili le polemiche dei gruppi omofobi che si erano spinti persino a parlare dei disagi della viabilità come pretesto per chiedere il divieto alla manifestazione.

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