Lorenzo Fontana ribadisce che lui non riconosce le famiglie gay e che Salvini darà privilegi economici agli etero



Il ministro leghista Lorenzo Fontana è tornato ancora una volta a ribadire la sua omofobia, assicurando sia la linea politica promossa da Matteo Salvini in un plagio alla teoria sull'italica mascolinità di Benito Mussolini. Dinnanzi al sottosegretario alle Pari opportunità, Vincenzo Spadafora, che dal Pompei Pride ha assicurato che sui diritti civili non si sarà alcuna marcia marcoa indietro. «Sono qui -ha dichiarato il grillono Spadafora- per testimoniare il mio sostegno e quello del Governo. So che in una parte del Governo non c'è la stessa sensibilità ma l'Italia non tornerà indietro, non si perderanno i diritti conquistati. Nel contratto di Governo non ci sono questioni riguardanti il mondo Lgbt, ma convocherò prestissimo le associazioni di settore per avviare un percorso di ascolto e confronto. Nei prossimi giorni parlerò col ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, sono sicuro che non ci sono pregiudizi».

La risposta di Fontana non si è fatta attendere e su Twitter se n'è uscito con la solita truffa culturale che cerca di sostenere che la Costituzione riconoscere la supremazia del maschio eterosessuale padano e sedicente cristiano. Ottenendo l'immediato plauso dei fondamentalisti legati alle lobby anti-gay, scrive:


Se Fontana assicura che lui controllerà i coiti degli italiani e premierà chi farà sesso con una di quelle donne che il suo capo rappresenta come bambole gonfiabili durante i suoi comizi, forse qualcuno dovrebbe ricordargli che la Costituzione vieta le discriminazioni  e che il suo tentativo di fare campagna elettorale promettendo violenze e odio è quanto di più squallido un uomo possa fare. Magari lui avrà anche finito i 50 milioni di euro truffati al popolo italiano e avrà bisogno di nuovi finanziatori, ma vendere la sua anima a Putin è un atto davvero molto triste.
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