Pillon vince in tribunale: chi cita Dio può calpestare i diritti altrui



Oltre a percepire un ricco stipendio da senatore, il leghista Simone Pillon continua a lavorare anche come avvocato, impegnandosi nel promuovere l'idea che i sedicenti "cristiani" possano sentirsi esonerati dal rispetto della legge.
In coppia con Marzio Calacione, Pillon ha difeso la farmacista di Monfalcone che aveva dichiarato la propria obiezione di coscienza nel rifiutarsi di vendere la pillola del giorno dopo. A detta del leghista, i diritti devono essere intesi come concessioni da chiedere col cappello in mano a chi rotea rosari quale garanzia di impunità. Se una qualunque farmacista decide di negare la vendita di farmaci, basta che nomina il nome di Dio invano e la cliente dovrà andare altrove dato che il suo diritto all'autodeterminazione vale meno delle pretese di chi vorrebbe imporre la sua volontà agli altri.
Secondo quanto riferisce Pillon, la Corte di appello di Trieste avrebbe confermato l'assoluzione.
«Speriamo che nessuno sia più costretto a subire un processo penale per aver semplicemente messo in pratica i principi etici dettati dalla propria coscienza. Il nostro ordinamento giuridico prevede la libertà di coscienza, come dimostrato da questa assoluzione, ma forse uno specifico chiarimento normativo potrebbe evitare infondati ma faticosi ricorsi allo strumento penale», dichiara il leghista alla stampa.
Di questo passo, tra un po' vedremo chi negherà la vendita di preservativi o chi non permetterà la cura da malattie che vengono stigmatizzate attraverso un abuso del sentimento religioso. La sentenza si inserisce un un progetto più ampio coordinato da Massimo Gandolfini, il quale prevede che non si possa nascere, amare, sposarsi o morire in modi non conformi al suo volere.
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