Quelli che pregano contro i gay: «Noi fieramente medioevali. La laicità va vietata, il cristianesimo va imposto»



La strafottenza e il bullismo appaiono come il linguaggio preferito dal fondamentalismo cattolico. Non stupisce, dunque, come i fondamentalisti (anti)cristiani di Radio Spada dicano che il «successo» della loro blasfema carnevalata di Rimini debba essere valutato sulla base di quanto disgusto abbia generato il loro pregare contro i gay. Pregando rigorosamente in latino, davanti ai bambini si sono messi a raccontare di come pretendano di essere considerati meritevoli di maggiori diritti civili in virtù di come raccontino per la pubblica via che a loro viene duro alla vista di una donna (che ovviamente precisano dovrà essere sottomessa a loro, in quanto Adinolfi giura che la Bibbia conferisca il diritto di predominio a chi mostra il proprio pene).

Dal loro sito, commentano un articolo di Globalist.it che parla di «Medioevo a Rimini», asserendo che «il successo della processione di Rimini e il deragliamento dei media laicisti». Stando a questa loro teoria, dovremmo considerare un successone ogni stupro o ogni prete sorpreso a violentare una bambina.
E se il compiacimento dinnanzi al male (s)qualifica questa gente, pare surreale come tra i commenti si legga:

Tutti i veri cattolici sono orgogliosamente medioevali!
A dispetto di quel che si studia sui libracci di storia adottati nelle “squole” italiane, il cosiddetto medioevo è stata un'epoca di splendore, illuminata dal trionfo della REGALITA’ SOCIALE DI CRISTO, ovvero dal trionfo degli insegnamenti di Cristo e della Chiesa nella umana società. Le grandi cattedrali medioevali che dominano tutte le città europee, dall'Inghilterra all'Italia passando per la Francia, testimoniano tale grandezza.
Inutile dire che la regalità sociale di Cristo non può affatto trionfare in una società che riconosce la LIBERTA’ RELIGIOSA, eretta dal conciliabolo Vaticano II a verità di fede, sebbene fosse stata classificata come follia da Gregorio XVI.
L'esaltazione del peccato è figlia della libertà religiosa, che altro non è che libertà di errore. Tuttavia non vi può essere alcuna libertà di errore, dato che l'unica vera libertà è quella di fare il bene e di fuggire il male, come la Chiesa ha sempre insegnato.
Occorre dunque riconoscere che i veri nemici della regalità sociale di Cristo non sono tanto i media laicisti quanto i modernisti, che occupano ormai la Cattedra di Pietro da ben 60 anni.
Detto questo mi chiedo come possa un PARROCO partecipare a tale processione e allo stesso tempo riconoscere il Vaticano II, che afferma la libertà religiosa.
Mi chiedo ancora come possa il “cardinal” BURKE, che presiede il Dignitatis Humanae Institute (la Dignitatis Humanae è la dichiarazione del concilabolo Vaticano II sulla libertà religiosa), benedire tali processioni senza cadere in contraddizione.
E’ compito di chi organizza tali processioni CORREGGERE quei parroci e prelati che, pur sostenendo la processione riparatrice, vedono nella libertà religiosa, di cui il Pride è figlio, una componente, una componente essenziale della fede.

Ipocrisia pura è anche come a rappresentare Radio Spada alle preghiere anti-gay ci sia il tizio evidenziato in foto. Ad elargire condanne morali e a stuprare le Scritture per legittimare l'omofobia è dunque un tizio dai capelli lunghi che non pare curarsi di come la Bibbia dica che «è un disonore per l'uomo portare la chioma» (1Co 11:14). Non è curioso che le Scritture vengano sempre usate contro gli altri mentre i fondamentalisti hanno una certa propensione all'auto-assoluzione.
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