Raccontano ai bambini cos'è il Pride. Forza Italia si appella al ministro dell'omofobia Fontana



I bambini sono l'obiettivo primario del fondamentalismo. Massimo Gandolfini cerca da anni di introdursi nella scuola per indottrinarli al razzismo. E se l'organizzazione Provita Onlus ha preso le difese dell'insegnante di religione che ha chiesto a dei bambini di inventarsi dei manifesti ispirati a quelli di Forza Nuova contro il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza, oda si lagna che si possa spiegare a dei bambini che cos'è un gay pride. Sia mai che quei bambini nascano senza preconcetti e non diventino seguaci di Gandolfini, l'uomo che cerca consensi giurando su Dio che i gay non debbano potersi far vedere in pubblico perché i bambini non capirebbero. Ma dato che i bambini capiscono, ecco che ce la si prende con chi glielo spiega.

In occasione del Bologna Pride, le educatrici della Coop Dolce hanno chiesto ai bambini di realizzare dei disegni con cuori, scritte sull'amore e arcobaleni.
Troppo, secondo il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami che giòà annuncia un'interpellanza a Marco Bussetti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e a Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia e della Disabilità. Rivolgendosi al ministro leghista più omofobo della storia, afferma che quell'iniziativa sarebbe stata «inopportuna, strumentale e provocatoria». Dice che «il buon senso qui manca del tutto. Con un numero infinito di favole istruttive e attività che possono essere proposte ai bambini, la cooperativa non ha trovato di meglio da fare che dedicare un laboratorio al Gay Pride? Una scelta grave e inopportuna che non ammette giustificazioni, soprattutto perché è noto che tali temi suscitano sempre polemiche visto che non trovano mai condivisione unanime».
Ad appoggiare le polemiche anche Pier Ferdinando Casini, l'ex reggente dell'Udc che si è riciclato nel Pd «Non credo -dice- che i genitori mandino i bambini di Casalecchio di Reno in un campo estivo pensando che festeggeranno il Gay pride con iniziative del tutto strampalate e prive di qualsiasi presupposto pedagogico. Qui non si tratta né di destra né di sinistra né del rispetto che tutti abbiamo per le diverse condizioni in cui ciascuno vive la propria sessualità. Qui si tratta di serietà e di buon senso. Siamo in presenza -di un infortunio grave degli educatori della cooperativa che gestisce il campo».
La scelta del termine «condizione» per definire una naturale variante dell'orientamento sessuale è tipico della propaganda neofascista e del fondamentalismo adinolfiniano.

Evidente è anche come nell'Italia di Matteo Salvini e nel degrado culturale in cui la Lega ha ridotto l'Italia, ogni pretesto è utile per creare polemiche che possano intimidire chiunque voglia parlare di accoglienza, tolleranza o dignità della donna. È un sistema che serve a far tacere la società, imponendo il divieto di contestare l'idea di Pillon sul fatto che la famiglia serva solo come luogo finalizzato alla produzione di bambini da parte di donne che devono essere sottomesse al maschio.
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