Salvini perde in Cassazione: autorizzato il sequestro dei conti della Lega a fronte dei 49 milioni truffati allo stato



I giudici di Cassazione hanno autorizzato il sequestro e la ricerca di conti bancari, libretti, depositi e denaro riferibile alla Lega Nord, chiedendo di provveda a raggiungere i 49 milioni di euro che il Carroccio ha illegalmente truffato allo Stato.
Matteo Salvini aveva fatto ricorso, sostenendo che i giudici non potessero sequestrare il denaro incamerato dal suo partito dopo la prima sentenza di condanna. In pratica, chiedeva di poter continuare a far soldi in una totale noncuranza del danno creato agli italiani.
Ora che i giudici gli hanno dato torno, è dagli studi di La 7 che il vicepremier la butta sul vittimismo, pur ammettendo che la truffa c'è stata: «È una sentenza politica. Vogliono metterci fuori causa per via giudiziaria, quei soldi non ci sono, posso fare una colletta».
Fa ironia anche Giulio Centemero, il deputato della Lega che amministra le casse del partito: «Siamo stupiti di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla Cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali. Consci della totale trasparenza e onestà con cui abbiamo gestito il movimento, con bilanci da anni certificati da società esterne, e non avendo conti segreti all’estero ma solo poche lire in cassa visti i sequestri già effettuati, sarà nostra premura portare in monetine da 10 centesimi al tribunale di Genova tutto quello che abbiamo raccolto come offerte da pensionati, studenti e operai durante il raduno di Pontida».
Dalla Lega continua il silenzio su quale sia stata la destinazioen di quei 49 milioni di dollari, speri nell'arco di dieci anni senza aver lasciato apparente traccia.
Il deputato democratico Michele Anzaldi osserva: «Salvini dica dove sono finiti i 49 milioni della Lega e restituisca i soldi agli italiani. Inizi dicendo perché, non appena è diventato segretario, il patrimonio della Lega si è più che dimezzato in pochi mesi: secondo un’inchiesta dell’Espresso, da dicembre 2013, quando Salvini prende il posto di Maroni, al maggio 2014 il patrimonio crolla da 14,2 milioni a 6,6 milioni: come sono stati usati questi milioni? Perché Salvini non si è costituito parte civile nel processo di Genova?».
E mentre circola voce che stiano per partire decine di querele da parte di attivisti della Lega, Anzaldi ribatte: «Invece di buttarla in caciara- paventando comici complotti contro il Governo su una vicenda che va avanti da anni, la Lega faccia chiarezza sulla Fondazione “Più Voci” e sui suoi finanziatori: in questi anni chi ha pagato le campagne elettorali di Salvini? Da dove sono arrivati i fondi necessari a promuovere la macchina della propaganda della Lega e del suo segretario sui social?»
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